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Pescara, 28/04/2026
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Data: 09/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sanitopoli - Del Turco: «La mia vita distrutta in un attimo». L'ex-governatore parla del rapporto dei Nas. Trifuoggi: «La Procura è tranquilla, abbiamo le prove»

PESCARA - «Adesso è molto in uso il termine "tsunami". Beh, quello che ho vissuto è stato proprio uno tsunami. Io lavoro da quando avevo 14 anni, ho sempre lavorato e stavo lavorando per l'Abruzzo: d'un tratto, la mia vita è stata spazzata via. In un attimo. Non lo auguro neanche al mio peggior nemico». Ottaviano Del Turco parla dalla sua casa di Collelongo, mentre sulle agenzie di stampa rimbalzano commenti sull'ormai celebre rapporto dei carabinieri del Nas sulla Sanitopoli abruzzese, consegnato il 16 giugno 2008 al procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi, rapporto in cui si parlava di truffe commesse dall'imprenditore Vincenzo Maria Angelini ai danni della Regione, imprenditore di cui si sarebbe poi sollecitato l'arresto, e si sottolineava l'impegno della Giunta Del Turco a ridurre il buco nei conti della sanità ed a frenare il clamoroso potere delle cliniche private. Com'è finita è cosa nota: il 14 luglio 2008, meno di un mese dopo la consegna di quel rapporto, Del Turco entrava in carcere, la sua Giunta svaniva in un tintinnar di manette, Angelini diveniva il "grande accusatore", diceva di essere stato costretto a distribuire "mazzette" a Del Turco e ad altri politici, e scampava l'arresto.
«Visto? Adesso, per la prima volta, la gente ha un documento, un documento dei carabinieri, su cui riflettere -continua Del Turco- Un documento che contiene cose che io stesso dissi ai magistrati, inutilmente purtroppo. Adesso si scopre che stavamo decurtando i fondi alle cliniche. Peraltro c'è una lettera del presidente dell'Aiop, il dottor Pierangeli, che si lamentava proprio dell'entità di questi tagli. Stavamo togliendo 50 milioni di euro, mica una lira. E invece, è finita con me in carcere».
Le recenti dichiarazioni di stima e solidarietà provenienti dal Pd non confortano l'ex governatore. «Belle parole, sì. Anche quelle di Marini, molto belle. Ma il gruppo dirigente del Pd non ha voluto ascriversi i meriti di quelli che erano ottimi risultati, i risultati del nostro lavoro. Per viltà politica». E «viltà politica» è la stessa espressione ieri usata dal portavoce Pdl. Daniele Capezzone, per attaccare il centrosinistra sul caso Del Turco.
Ma ieri non ha parlato solo Del Turco. Ha parlato anche il procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi: «Ci si continua a difendere dal processo e non nel processo, piuttosto che rispondere ai magistrati. Quella che è stata pubblicata è una tesi difensiva, i fatti a cui fa riferimento il rapporto del Nas erano già conosciuti preventivamente dalla Procura, che li aveva valutati. I Nas stavano lavorando su un settore d'indagine, non sapevano del lavoro della Guardia di Finanza e delle dichiarazioni di Angelini. E comunque non risulta che la Giunta regionale dell'epoca abbia fatto alcunchè per ridurre il deficit della sanità se non in esecuzione di imposizioni governative, tanto che poi la Regione è stata commissariata. La nostra inchiesta è solida, siamo tranquilli, abbiamo tutte le prove che occorrono».
Ma i soldi di cui si parla sono stati trovati, infine? «In un processo per corruzione o concussione non è importante trovare materialmente il danaro, anche se ne è stato trovato comunque. Quel che conta è accertare che ci siano state "dazioni", come si dice con il termine usato per indicare l'atto di cui discutiamo». E qual è la posizione di Angelini, il "grande accusatore" ma anche un personaggio centrale nell'ipotizzato giro di tangenti? «Angelini era e resta un indagato, e sarà un imputato. E' per alcuni capi d'imputazione una parte offesa, mentre per altri versi è parte di un'associazione a delinquere, responsabile di truffe ai danni della Regione. Aspettiamo serenamente il processo».

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