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Pescara, 28/04/2026
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Data: 09/01/2010
Testata giornalistica: Il Centro
«Lotto zero, finora solo rinvii». Il Pd smentisce Brucchi e accusa: «A rilento tutte le grandi opere». Il partito fa un bilancio del 2009 e critica soprattutto la Regione sulla perdita dei fondi Fas

TERAMO. Grandi opere a rilento e fondi cancellati. Il bilancio del Pd per la provincia di Teramo è disastroso. Sul banco degli imputati finiscono gli enti locali amministrati dal centrodestra e in particolare la Regione, accusata dalla principale forza di opposizione di aver adottato provvedimenti punitivi per tutto il Teramano.
«Da Roma sono state dirette tutte le scelte, a partire da quelle su sanità e terremoto», attacca il consigliere regionale Claudio Ruffini. La Regione del presidente Gianni Chiodi e dei quattro assessori di Teramo secondo il Pd è macata di autorevolezza e autonomia, così come la Provincia, che ha «accettato supinamente tagli a finanziamenti già stanziati». E' il caso dei sei milioni di euro da destinare al miglioramento dell'ex Statale 150. «Quei fondi dovevano servire per il tratto tra Roseto e Voltarrosto», spiega il capogruppo del Pd in Provincia Ernino D'Agostino, «ma non ci sono più e l'intervento strategico non sarà realizzato».
Cancellati anche i finanziamenti Fas per la Vibrata finalizzati a sostenere le imprese contro la crisi economica e occupazionale. «La Regione ha preferito assegnare 20 milioni alle Valle Peligna», fa notare il consigliere regionale Giuseppe Di Luca, «ci hanno detto che gli stanziamenti per il Teramano arriveranno con altri strumenti ma non sappiamo quante risorse saranno effettivamente messe a disposizione».
Altri tagli hanno colpito il contributo regionale per l'istituto Braga, sceso da 450mila a 250mila euro, e il Teramo basket. Per quest'ultimo il Pd aveva chiesto uno stanziamento che secondo Di Luca «poteva essere recuperato dal fondo di 500mila euro inserito nel bilancio regionale per organizzare feste».
Solo speranze ma nessun atto concreto sarebbero derivate dagli annunci della giunta regionale sulle infrastrutture. «Il protocollo d'intesa sbandierato da Chiodi finora non ha prodotto nulla», insiste Ruffini, «nel 2009 doveva partire la realizzazione della pedemontana per le Marche, in aprile dovrebbe essere avviato il quarto lotto della Teramo-mare ed entro il 2010 andrebbero iniziati i lavori per il collegamento viario con la Val Fino».
Ritardi cronici sono stati accumulati dal Lotto zero. «L'apertura era stata annunciata per aprile, ora si parla già di giugno-luglio», fa notare il capogruppo del Pd in Comune Giovanni Cavallari, «e il sindaco non si è neppure reso disponibile a un confronto con i sindacati».

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