L'AQUILA-Un'assemblea programmatica col segretario Lorenzo Cesa, venerdì 15, chiarirà la posizione ufficiale dell'Udc in vista delle prossime elezioni amministrative a Chieti e all'Aquila. E' in quella sede che l'Unione di Centro darà la propria valutazione sulla scelta delle candidature che il centrodestra vuole fare, ed in parte ha già fatto.
«Una valutazione -dice Rodolfo De Laurentiis, leader dell'Udc in Abruzzo- che deve partire dai programmi. Certo, gli uomini hanno la loro importanza perché, se eletti, quei programmi dovranno interpretarli ed attuarli. Tutto ciò è fondamentale, ma non si può prescindere dall'intesa sulle cose da fare». Sui nomi che sono circolati, e circolano tuttora, De Laurentiis non si sbilancia perché «nessuno li ha fatti in via ufficiale e nessuno ce li ha proposti, ma siamo agli sgoccioli. Tutto sarà più chiaro nei prossimi giorni. Posso aggiungere, tuttavia, che il dibattito che si fa oggi sui giornali, è qualcosa di lunare. Con la crisi che sta attraversando l'Abruzzo e il suo capoluogo, i discorsi dovrebbero essere diversi. Perciò mi auguro che nei prossimi giorni il confronto diventi serio, perché finora non lo è stato».
De Laurentiis non risparmia frecciate al Movimento per le Autonomie e a Giorgio De Matteis. «A differenza di altri -dice- l'Udc è stata determinante in tutte le competizioni elettorali che ci sono state in Abruzzo, esattamente come lo sarà alla Provincia dell'Aquila. Perciò non intendo polemizzare con le formazioni semiregionali, specie quando certe affermazioni rappresentano più manifestazioni di debolezza che intime convinzioni di chi le fa, né mi interessa il premio di alleato leale. Il mio partito ha un orizzonte di valori differente. Il suo unico interesse è che la politica faccia un salto di qualità e si metta fine al teatrino triste a cui stiamo assistendo in questi giorni. Eppoi certi primati possono attribuirli soltanto gli elettori, ed è a questa realtà che l'Udc fa riferimento».
Insomma l'Udc si sente un alleato del centrodestra a tutti gli effetti perché i patti vuole rispettarli, ma l'intesa di carattere generale «va sostanziata con iniziative convincenti».
I distinguo, insomma, sono diversi, secondo il ruolo di movimento politico "al centro" che il partito di Casini è andato assumendo in questi ultimi tempi. «Quel che ci interessa -dice De Laurentiis- è fondamentale, perché si vota all'Aquila, e L'Aquila ha assunto in questi ultimi anni una connotazione di fondamentale declino a causa della crisi del settore manufatturiero aggravata dall'invecchiamento della popolazione, che è superiore alla media nazionale. Da provincia più ricca dell'Abruzzo, è passata ad essere la provincia più povera. In Italia è scesa di sette posizioni ed ora è al 72. posto Se facessimo un confronto con l'Europa a 27, dovremmo prendere atto che dal 2001 al 2006 la provincia dell'Aquila ha perso 18 punti percentuali di Pil (Prodotto interno lordo; ndr) pro capite. Il terremoto ha fatto il resto. Vi sono migliaia di giovani che attendono risposte, per i quali la grande speranza del "lavoro mobile" che doveva rappresentare una formula vincente, si è trasformata invece in lavoro precario. Su questi giovani, oggi, si investe poco, ma a questi giovani vanno date risposte adeguate. Il teatrino a cui siamo assistendo sulle candidature e il resto, serve davvero a poco».