L'AQUILA - Il guanto di sfida è lanciato. Per il momento verso un avversario ignoto, quel candidato del centrodestra che ancora non c'è, ma Stefania Pezzopane un aspetto lo chiarisce subito: la corsa alla Provincia dell'Aquila non è un referendum su Silvio Berlusconi. «Non capisco -ammonisce- perché il centrodestra anziché parlare di progetti invochi subito il premier».
Il messaggio è chiaro: «Non è in ballo lui, ma il destino della gente e la capacità di rinascita del territorio. Al centro ci sono i cittadini». Arriva anche una battuta: «Sia chiaro che sono stata in grado di interloquire con Obama, non mi spavento certo di farlo con Berlusconi, con il quale si è lavorato, insieme, finora». In fondo, come chiarisce, «la politica ha risposto in maniera unitaria all'emergenza terremoto, come si fa ora a dividersi? Dopo il voto che si fa, si torna a dialogare?».
Fatte le premesse di una campagna elettorale «sobria e rispettosa» arriva la strategia. Qualche particolare, niente più. Il resto sarà svelato più in là. Il lavoro è comunque avanti. «La mia coalizione mi ha scelto all'unanimità, senza problemi. E non ho perso per strada nessuno» dice la Pezzopane, che poi tira la stoccata: «Il centrodestra non sa chi scegliere? Facciano le primarie». Intanto mille sono già stati "reclutati". La Pezzopane li chiama i "fiori del giardino": «Sono volontari -spiega- che hanno deciso di mettersi liberamente a disposizione per sostenermi».
È questo il cruccio della presidente uscente: coinvolgere altri pezzi di società, altri movimenti, altre liste. Non lo dice apertamente, ma è certa della sua "forza" personale (confortata da sondaggi), meno di quella delle liste, che comunque sono già tutte allineate e pronte: Pd, Idv, Partito socialista, Sinistra e libertà, Rifondazione e comunisti italiani insieme, Udeur e già due liste civiche.
Su una cosa la Pezzopane sembra ancora voler lavorare: la possibile alleanza con l'Udc. Lo scudo crociato ha un accordo con il centrodestra per tutte le province, ma la sensazione è che i giochi siano tutt'altro che chiusi. La presidente della Provincia fa un passo in avanti: «Il gruppo dirigente dell'Udc sa che queste non sono elezioni uguali a quelle delle altre tre province. Valutino se stare con un progetto politico o con chi ancora non sa ancora che fare. In questi anni di governo, inoltre, in consiglio abbiamo lavorato bene anche con l'Udc. Non saprei proprio cosa potrebbero dire contro di me. Noi siamo pronti a uscire dagli schemi».
Su una sola cosa la Pezzopane non si sbilancia, lasciando intendere che potrebbe diventare un importante cavallo di battaglia della campagna elettorale: «Il centrodestra sceglierà un candidato non aquilano? Decidano loro». Niente più. Ma la sensazione è che sulla "aquilanità" della competizione ci si giochi molto.