Iscriviti OnLine
 

Pescara, 28/04/2026
Visitatore n. 753.511



Data: 10/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caso D'Ercole, il Pd va dal prefetto. Il centrosinistra dà l'ultimatum a Mascia: revochi l'incarico

Per l'opposizione la nomina è incompatibile La maggioranza invece sostiene che è tutto in regola

PESCARA. Si inasprisce lo scontro tra maggioranza e opposizione sulla recente nomina di Alfredo D'Ercole in giunta. Ieri il consigliere del Pd Enzo Del Vecchio ha lanciato un ultimatum a Mascia. «Quell'incarico è incompatibile», ha avvertito, «se il sindaco non lo revoca entro martedì prossimo, ci rivolgeremo al prefetto Orrei».
Ma ieri dalla maggioranza non sono arrivate repliche. Il sindaco Luigi Albore Mascia si è già pronunciato venerdì scorso su questa vicenda, sostenendo che l'incarico affidato all'assessore Alfredo D'Ercole è «pienamente compatibile».
Ma l'opposizione, confortata anche dal giudizio espresso ieri sul Centro dall'avvocato esperto di diritto amministrativo Vincenzo Cerulli Irelli, che dà ragione al centrosinistra sulla incompatibilità, va avanti con la sua battaglia.
Pd, Idv e Sinistra vogliono costringere il primo cittadino a fare retromarcia e a revocare la nomina dell'assessore ai lavori pubblici che, da martedì scorso, ha preso il posto di Gianni Teodoro.
ULTIMATUM AL SINDACO Il centrosinistra dà 48 ore di tempo ad Albore Mascia per firmare il decreto di revoca dell'incarico a D'Ercole. Se non lo farà entro martedì prossimo, partirà la richiesta al prefetto Paolo Orrei.
L'opposizione ribadisce la tesi della doppia incompatibilità. La prima, derivante da una lite pendente con il Comune per la richiesta di pagamento di un'indennità non riconosciuta quando D'Ercole era direttore d'area tecnica dell'ente, dal 1998 al 2003. L'assessore ha vinto la causa in primo grado, poi il Comune ha impugnato la sentenza in appello, ma i giudici non si sono ancora pronunciati. La seconda causa di incompatibilità, sempre a detta del centrosinistra, scaturirebbe da un incarico professionale che il neo assessore, in qualità di rappresentante di un'associazione temporanea d'impresa, ha ricevuto dal Comune il 24 dicembre scorso, pochi giorni prima della sua nomina, per la progettazione definitiva ed esecutiva per i lavori in via Tiburtina. Ma di quell'associazione professionale D'Ercole non fa più parte, perché ha presentato le dimissioni quando è diventato assessore.
«ANDIAMO DAL PREFETTO» Anche l'Italia dei valori è pronta a richiedere l'intervento del prefetto. Lo ha detto il capogruppo Adelchi Sulpizio: «L'autorevole parere dell'avvocato Cerulli Irelli dà supporto a tutte le eccezioni mosse dall'opposizione, circa l'illegittimità della nomina dell'assessore D'Ercole». «Del resto», ha osservato, «il Testo unico degli enti locali e una sentenza della Cassazione sono inequivocabili: stabiliscono che chi è in lite con l'ente non può ricoprire la carica di assessore». «A questo punto», ha aggiunto, «Mascia riconosca il proprio errore, chieda scusa a D'Ercole per la figuraccia e ripristini la legalità rimuovendo l'assessore». «In caso contrario», ha concluso, «ci troveremo costretti ad invocare l'intervento del prefetto».
PDL: NOMINA LEGITTIMA Ma la maggioranza non sembra intenzionata a fare retromarcia revocando quell'incarico. Ieri D'Ercole non ha voluto commentare la vicenda per evitare di essere coinvolto nello scontro politico tra centrosinistra e centrodestra. Prima il sindaco e poi il capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri, venerdì scorso, hanno respinto le accuse. «La nomina dell'assessore è pienamente legittima», ha commentato Sospiri, «D'Ercole risulta appellato e non appellante nella causa e non può rifiutarsi di rispondere al Comune. Inoltre, D'Ercole ha rinunciato all'incarico professionale».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it