Provincia Per l'esponente politico di centrodestra che si candida alla guida dell'ente il presidente che il Pdl indicherà agli elettori dovrà essere un aquilano
Una candidatura, quella di Tempesta, che sarà discussa oggi nel corso di due riunioni del Pdl, prima all'Aquila, poi a Francavilla. Se dovesse incontrare una convergenza tra le varie anime del centrodestra si allontanerebbe l'ipotesi Del Corvo, sulla quale secondo i rumors delle ultime settimane, spinge forte sull'acceleratoe il senatore Filippo Piccone, coordinatore regionale del partito, in ossequio a un accordo risalente a molti mesi prima del terremoto e che voleva per la Provincia dell'Aquila un candidato della Marsica. Il terremoto ha cambiato profondamente non solo l'aspetto della città e del territorio che la circonda, ma anche diversi equilibri politici. «L'impegno grande e totale di Berlusconi per L'Aquila - afferma ancora Biagio Tempesta - non può essere disatteso e vanificato da giochi di potere e inoltre occorre dare uno slancio e un impulso concreto alla ricostruzione dell'Aquila e di tutto il territorio provinciale, contro il fumo e le nuvole del centrosinistra. Per questo - spiega - esco dal riserbo e dalla riservatezza che mi sono autoimposto sin dal 2006 e attraverso la stampa propongo la mia candidatura a presidente sollecitato anche dalla gente che richiede riferimenti precisi nelle libertà contro i vetero-marxisti e i parolai degli ultimi anni». Dopo il pesante affondo all'indirizzo del Pd, che attualmente governa Provincia e Comune, Tempesta ricorda i suoi trascorsi politici. «Un sindaco - sottolinea - che ha lavorato bene prima che si abbattessero sulla città due eventi catastrofici e cioè la sinistra-sinistra di Cialente e il terremoto».