«Prima la semplificazione delle aliquote, poi vedremo»
ROMA. A mezzogiorno Silvio Berlusconi sulla riforma delle tasse dice: «Penso che si possa fare quest'anno. Soprattutto se ci sarà la volontà di tutte le parti». Alle 17, quando iniziano a filtrare i contenuti del vertice del Pdl si capisce che ha già cambiato idea, o, almeno, che frena sui tempi. «La priorità - dice Berlusconi - quest'anno sarà la semplificazione, mentre per l'alleggerimento delle quote sarà necessario tener conto del bilancio pubblico». Il ministro Ignazio La Russa lo dice chiaro: «Lavoriamo verso la prospettiva della riduzione delle due aliquote, ma al momento il disegno prioritario è quello della semplificazione fiscale». Magari spostando il prelievo dal reddito ai consumi.
«Si parla giustamente della necessità di ridurre il carico fiscale, io credo che sia diventato un imperativo morale, perché il carico in Italia è intollerabile», dice il presidente della Camera, Gianfranco Fini. E aggiunge: «Continuare a pensare che la destra vuol abbassare le tasse e la sinistra no non ha senso. Secondo me una riduzione è indispensabile e va realizzata con una filosofia secondo la quale ridurre le tasse a chi ha redditi medio bassi deve incidere molto di più che per chi ha redditi alti. In percentuale e in valore assoluto». Che è un messaggio contro le due aliquote.
«Passano da un annuncio all'altro - sottolinea Pierluigi Bersani, segretario del Pd - due mesi fa si aboliva l'Irap, ora si riprende una proposta di 16 anni fa. Il Pd è pronto a discutere di fisco anche domattina: le detrazioni per il lavoro dipendente e le famiglie; la revisione degli studi di settore; l'equilibrio tra le imposte sul lavoro e quelle sulle rendite finanziarie; la lotta al lavoro nero e all'evasione». Nemmeno il Pd gradisce le due aliquote, un piano definito da Antonio Di Pietro «inattuabile almeno fino a quando si fanno gli scudi fiscali per gli evasori». Ma il leader dell'Idv ha un'idea per stanare il governo: «Noi dell'Italia dei valori iniziamo l'anno sfidando con dei "sì" il governo. Quindi sì alla riforma fiscale e alle due aliquote purché siano ridotte le tasse a iniziare da pensionati e lavoratori».
A muoversi in modo serio e concreto è la Cgil. Il segretario, Giuglielmo Epifani, manda una lettera al presidente del consiglio: «Con la presente le chiedo formalmente di aprire un tavolo di confronto sui temi della riforma fiscale al fine di dare, per questa via, un segno di equità ai redditi di lavoro dipendente e da pensione». Presentando la lettera e la proposta avanzata dalla Cgil, Epifani aggiunge: «E' una sfida: il governo del fare faccia». Segue la proposta della Cgil: ridurre la pressione fiscale su lavoratori e pensionati nei prossimi tre anni per 20 miliardi, un bonus da 500 euro entro primavera e poi almeno 100 euro mensili di riduzione, riduzione della prima aliquota dal 23 al 20%. (a.ce.)