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Pescara, 28/04/2026
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Data: 12/01/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Taxi, parla Cometa: «Non siamo abusivi» Il servizio radiotaxi metropolitano replica alle accuse della cooperativa pescarese Cotape

La polemica tra i due consorzi che si contendono le corse in città. Uno ha sede e centrale a Pescara, l'altro a Chieti e Spoltore. «Ci attaccano sempre ma noi lavoriamo rispettando le regole»

PESCARA. Non si ferma la querelle tra i due radiotaxi che si contendono le corse in città. Nei giorni scorsi la cooperativa Cotape, che opera solo nei confini del capoluogo, ha attaccato i colleghi che aderiscono al consorzio Cometa e coprono l'intera area metropolitana: «Sono abusivi al 100 per cento». Secca la replica del radiotaxi metropolitano: «Facciamo il nostro lavoro e lo facciamo nel rispetto delle regole».
La guerra dei radiotaxi è cominciata a Pescara nello scorso mese di giugno. I protagonisti della vicenda sono da una parte i 32 tassisti del Cotape-Cna di Pescara, dall'altra i colleghi della cooperativa Cometa-Confartigianato, che riunisce tassisti di Chieti, Montesilvano, San Giovanni Teatino, Francavilla e 7 operatori di Pescara.
La polemica nasce dal fatto che, chiamando la cooperativa Cometa, il taxi potrebbe arrivare anche da fuori Pescara. E questo, secondo Cotape, contravviene le regole: «La legge stabilisce che sul territorio comunale operino solo i tassisti di Pescara e non quelli che hanno licenza nei Comuni del circondario. E, nonostante sia una cooperativa con sede a Chieti, ha piazzato la centrale operativa a Spoltore per spacciarsi per pescarese», ha dichiarato Michele Giovannetti, presidente del Cotape.
I tassisti che aderiscono alla cooperativa Cometa però non ci stanno. «Pescara è l'unica città d'Italia in cui i radiotaxi si fanno la guerra», dichiara il presidente, Giuseppe Murillo che attacca: «I colleghi di Cotape vogliono monopolizzare le corse taxi di Pescara, il tutto a danno dei consumatori».
«La nostra sede è a Chieti perché lì ci ospita la Confartigianato e non è vero che abbiamo messo la centrale operativa a Spoltore per eludere le regole», prosegue Murrillo, «È vero che con la centrale telefonica in provincia di Pescara il numero del radiotaxi comincia col prefisso 085. Tuttavia, abbiamo scelto questa soluzione non per "fregare" i consumatori, ma per un motivo tecnico: Spoltore è al centro dell'area in cui prestiamo il servizio».
Poi il presidente di Cometa affronta la questione più spinosa: «In teoria, chiamando il nostro radiotaxi, la vettura potrebbe arrivare anche da fuori Pescara, ma c'è da chiarire una cosa. La legge non stabilisce che un tassista di Chieti non possa circolare a Pescara. Ognuno di noi può lavorare in qualsiasi città, basta che parta dal proprio comune di residenza».
Questo però crea un problema. Insieme al taxi parte anche il tassametro e, se la corsa viene da fuori città, i costi per l'utente sono più alti. La risposta di Cometa è spiazzante: «Quando questo avviene, non guardiamo il tassametro. Il cliente paga la corsa come se il taxi fosse partito da Pescara».

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