ROSSI Il bigliettaio sugli autobus è un obiettivo irrealizzabile? Arriva una nuova possibile soluzione per ridurre l'annoso problema dei passeggeri senza biglietto sui mezzi pubblici: il 40 per cento dei romani non lo paga, secondo recenti stime. La soluzione che potrebbe essere messa in campo senza incorrere in maggiori costi per l'Atac o in problemi sindacali - si chiama "controllore fisso": da mettere stabilmente in servizio su ogni vettura di una determinata linea, lungo tutto il suo percorso. Ovviamente si sceglierebbero alcune linee, magari iniziando quelle più frequentate, per la fase di sperimentazione. «Poi, se il recupero dell'evasione portasse risorse rilevanti, il progetto potrebbe essere ampliato», spiega Alessandro Vannini, presidente della commissione capitolina turismo, che nelle prossime settimane porterà il piano all'esame dei consiglieri, dopo averlo sottoposto all'assessore capitolino alla mobilità Sergio Marchi. Il problema dell'evasione dei biglietti del trasporto pubblico locale, sollevato più volte dallo stesso Vannini, è diventata anche una questione di conti economici. L'assessore al bilancio Maurizio Leo, in autunno, è stato chiaro: il recupero dell'evasione è l'unica carta valida per recuperare risorse per l'Atac ed evitare l'aumento del prezzo del biglietto. Entro la fine del mese, infatti, si chiuderà il processo di fusione in un'unica azienda delle tre società attualmente attive nel trasporto pubblico locale (Atac, Trambus e Met.Ro.). Il bilancio dell'azienda "unificata", poi, sarà posto all'esame del consiglio comunale quando sarà discussa la manovra 2010 del Campidoglio, verosimilmente in aprile. Per allora si vorrebbero mettere in campo le prime iniziative concrete per recuperare almeno in parte un'evasione che, secondo le stime della stessa commissione turismo, si aggirerebbe addirittura intorno al 40 per cento dei passeggeri totali. Da qui le iniziative per rafforzare i controlli sugli autobus, partendo dai più frequentati: quelli che passano nel centro storico e che attraggono molti turisti in visita nella Città eterna. Il controllore fisso verrebbe utilizzato per "blindare" alcune linee cruciali, facendo in modo che per utilizzarle si debba necessariamente fare il biglietto, utilizzabile successivamente (o prima) anche su autobus meno controllati. La presenza simultanea sulle vetture delle macchinette emettitrici dei ticket e dei controllori avrebbe così lo stesso effetto della presenza del bigliettaio a bordo. Una figura, quest'ultima, che l'Atac non può mettere in campo per motivi aziendali-sindacali: non ci sono in azienda persone con la qualifica di bigliettaio ed è impensabile, al momento, assumere personale per ricoprire questa mansione. Il via all'esperimento potrebbe così essere dato su sette linee, tutte centralissime: 64, 46, 490, 49, 492, 81 e 70. «Ma su questo punto dobbiamo riflettere bene, insieme all'Atac - sottolinea Vannini - Si potrebbe inserire anche qualche linea periferica, per aumentarne la sicurezza». L'assessore alla mobilità, dal canto suo, è possibilista: «È sicuramente un'idea valida, che permetterebbe di migliorare i controlli a bordo dei mezzi pubblici - dice Marchi - Come amministrazione siamo pronti a valutarla attentamente sul piano della fattibilità, anche economica». L'evasione tariffaria nel trasporto pubblico, peraltro, riguarda soprattutto i bus, dopo che l'introduzione dei tornelli elettronici l'ha ridotta al minimo in metropolitana. Ma le linee più colpite restano quelle periferiche e ultra periferiche. Oltre ai bus notturni, dove si raggiungono i livelli massimi. Eclatante il caso della linea N18, che dopo le mezzanotte collega piazza Venezia con Tor Bella Monaca: lì le macchinette obliteratrici sono praticamente inutilizzate.