Un uovo lanciato contro l'assessore provinciale ai Trasporti, Paolo Marson, un cavo tagliato al motorino del presidente dell'Acts, Maurizio Maricone, spintoni, minacce. Ma anche la convocazione, da parte del presidente della Provincia, Vaccarezza,ditutte e cinque le sigle sindacali, quelle che hanno firmato l'accordo (FitCisl e Uil Trasporti), non aderendo allo sciopero, e le altre tre (FiltCgil, FaisaCisal e Cub Trasporti) che hanno organizzato la protesta di ieri. Sembra lo scenario di una manifestazione d'altri tempi quello che ha fatto da sottofondo allo stop di otto ore (dalle 9 alle 17) del personale di Acts e Sar. Uno sciopero che, secondo le aziende, ha avuto l'adesione dell'83% del personale viaggiante di Acts e dell'85% di quello della Sar, dello 0% di quello degli uffici e del 15% (per l'Acts) e del 50% (Sar) per gli impianti fissi. L'adesione è stata ancora maggiore secondo i sindacati. Ma procediamo con ordine. Alle 9 il traffico degli autobus si blocca, mandando in tilt la città, ieri sommersa dalle macchine. Circa 250 lavoratori delle due aziende e sindacalisti del settore trasporti iniziano il presidio sotto Palazzo Nervi. «Né rossi, né neri, noi siamo tranvieri» recita uno degli slogan che colora il raduno dei manifestanti. Verso mezzogiorno i sindacalisti delle tre sigle presenti chiedono un incontro all'assessore provinciale ai Trasporti. Marson esce, dicendo che l'incontro non ci sarà. Fra i sindacalisti qualcuno esagera. Gli lancia un uovo contro, mancandolo. Il gesto fa salire la tensione. Iniziano gli spintoni, gli insulti, le minacce, come raccontato in seguito dall'assessore. «Non c'è problema. Preferisco non commentare l'episodioesorridere»racconta,conun aplomb encomiabile. «Solitamente in questi casi le delegazioni vengono ricevute cerca di giustificare l'accaduto Andrea Gatto, segretario nazionale di FaisaCisal Il rifiuto ha provocato l'esasperazione». Ma a esacerbare gli animi è stata in realtà la spaccatura fra le sigle sindacali, due delle quali la settimana scorsa hanno firmato l'accordo con le aziende. «L'accordo è stato firmato da Cisl e Uil, che, insieme, rappresentano il 15% dei lavoratori. L'85% prosegue Gatto È ovvio che, se non si trova una soluzione comune, gli animi si accendono». Poco dopo l'accaduto, su consiglio della Digos, il presidente della Provincia, Angelo Vaccarezza, convoca i sindacati, ma chiede che siano presenti anche Cisl e Uil. Nel frattempo, il presidente di Acts, Maurizio Maricone,scoprecheallasuamoto,posteggiata nell'area riservata ai dipendenti dell'Acts, è stato tagliato un cavo. Ma la protesta non è finita. Erano appena finite le otto ore di sciopero quando FiltCgil, FaisaCisal e Cub Trasporti annunciavano la nuova mossa: il blocco dei trasporti per 24 ore il 1° febbraio. In un comunicato diffuso in serata l'Acts definisce «una mera protesta politica» la manifestazione, cui «hanno partecipato in forza attiva soprattutto lavoratori delle aziende di trasporto genovesi, piuttosto che di quelle locali». Commentando la riunione, l'azienda sostiene che «non ha sortito esisti concerti». Sono infatti emerse «solo doglianze sindacali risalenti alla precedente fase di gestione delle imprese di trasporto locale e alla grave situazione di dissesto che le aveva caratterizzate».