L'AQUILA - Potrebbe toccare ai due assessori esterni, ma non è detto che siano proprio loro a dover fare i bagagli, perché Chiodi, il governatore, non si priverebbe tanto facilmente di due dei suoi collaboratori più fidati come Mauro Di Dalmazio e Federica Carpineta. Certo è che il rimpasto di Giunta, molto mini per la verità, di cui si vocifera, sarebbe alle porte e diverrebbe un'opzione concreta proprio in vista delle prossime elezioni d'aprile. E ciò per due ordini di ragioni.
C'è l'Udc che bussa alla porta dell'alleanza di centrodestra e si accinge a presentare il conto per i patti sottoscritti per l'appoggio dato al centrodestra in tutto l'Abruzzo in occasione delle scorse amministrative, e per quello che darà alla prossima consultazione di aprile in particolare al Comune di Chieti e alla Provincia dell'Aquila. Un patto da onorare, insomma. Per questo Chiodi porterebbe nell'esecutivo un esponente dell'Udc, molto probabilmente il capogruppo in consiglio regionale Tonino Menna, ma non è escluso un esponente dell'Unione di Centro molto in vista a Pescara. L'altra "new entry" sarebbe Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl, che da tempo spinge per un suo ingresso nella Giunta regionale. La candidatura di Antonio Del Corvo, marsicano, alla presidenza della Provincia dell'Aquila, avrebbe accresciuto di colpo le sue chances di diventare finalmente assessore.
Un marsicano di là, un aquilano di qua in nome del riequilibrio. E Piccone, senatore di Celano e coordinatore regionale, avrebbe già dato il suo benestare nonostante tra lui e Giuliante non corra buon sangue. «Sarebbe l'occasione -si fa osservare- per mettere pace nel Pdl, anche se resta sempre sull'Aventino la frangia contestatrice dei vari Sospiri, Scelli, Dell'Elce. Ma anche qui la situazione potrebbe sbloccarsi con la ventilata, diversa destinazione di Dell'Elce che lascerebbe allo stesso Sospiri il suo posto in Parlamento». Anche per uno scambio del genere serve un ampio consenso. Dunque le due operazioni, rimpasto in Giunta e cambio della guardia Dell'Elce-Sospiri in Parlamento andrebbero di pari passo.
Quanto all'Udc, molti ne spiegano il silenzio-assenso alle scelte del Pdl, e in particolare all'indicazione di Del Corvo candidato presidente, proprio con un suo probabile ingresso in Giunta. Un'eventualità che in ogni caso è tutta da verificare, anche perché i vertici ufficiali del partito non si sbottonano. Tempo fa fu lo stesso Menna a dire che l'argomento non era all'ordine del giorno, ma la sua blanda opposizione alle scelte di Chiodi (i due consiglieri centristi al più si astenevano al momento del voto) lasciava intuire che qualcosa stava cambiando nei rapporti col Pdl.
Quanto a Giuliante, ha mantenuto a riguardo un profilo che è poco definire basso. Mai una dichiarazione, mai un accenno, mai un'allusione. Soltanto un totale appoggio a Chiodi, anche in occasione della bufera scatenata da Febbo per la mancata conferma dei commissari delle Asl abruzzesi. La lealtà di Giuliante sarà stata certo apprezzata dal governatore, almeno è questa l'opinione di chi giudica dall'esterno tutta l'operazione. Operazione che sarebbe stata benedetta dallo stesso Giorgio De Matteis in nome di un realismo che non gli ha mai fatto difetto. Il rimpasto, dunque, sembra alle porte. Arriverà molto probabilmente dopo l'ufficializzazione delle candidature del centrodestra.