Fratino è convinto di poter reperire risorse per il rilancio
ORTONA. La Regione Abruzzo ha riconosciuto al porto di Ortona il ruolo di scalo commerciale e industriale regionale ma ora toccherà al governo nazionale fare in modo che il progetto di sviluppo diventi possibile. Gli obiettivi sono ambiziosi: in programma nuovi e importanti investimenti per completare e potenziare il bacino marittimo ortonese.
«Sono già arrivati dei finanziamenti dal governo centrale per la realizzazione dell'avamporto», spiega il sindaco Nicola Fratino, «lavori che hanno interessato principalmente la parte nord, ma sono necessari altri finanziamenti per completare l'opera e fare in modo che il porto diventi operativo 365 giorni l'anno. Parte di queste risorse sono comprese nei fondi previsti dall'accordo quadro Stato-Regione, recentemente sottoscritto dal governatore Gianni Chiodi», prosegue Fratino, «ma vorrei precisare che le nostre richieste non sono frutto di una politica campanilistica, corrispondono invece alla volontà di dare una risposta alla domanda, in forte crescita nonostante la crisi, che le aziende del comprensorio e non solo hanno di utilizzare il bacino come scalo merci».
«Ora il governo deve credere fortemente nello scalo ortonese e nella sua vocazione di bacino commerciale e industriale, cosi come sta facendo la Regione», aggiunge Fratino, «anche perché si può coesistere con altre realtà portuali abruzzesi, a cominciare da quella di Pescara, che ha scelto di indirizzare il porto sull'attività turistica». Il sindaco si dice convinto delle capacità dello scalo marittimo che, con il potenziamento dell'aeroporto d'Abruzzo risolverebbe il deficit infrastrutturale della regione. Quindi, riassume in tre punti gli obiettivi da portare avanti: completamento dell'avamporto, come previsto dal piano regolatore portuale del 1969, con la costruzione del braccio sud della diga foranea che renderebbe operativo lo scalo anche in condizioni meteo sfavorevoli, garantendo al tempo stesso la rifioritura del molo sud e la sicurezza delle imbarcazioni ricoverate nei club nautici. C'è poi la questione del dragaggio, senza il quale non sarà possibile avere fondali profondi e far giungere in banchina navi e container di grandi dimensioni.
Un altro obiettivo è arrivare alla stesura finale del nuovo piano regolatore portuale, documento che l'amministrazione civica ha affidato al dipartimento delle opere pubbliche marittime.
Lo strumento urbanistico razionalizzerà con una netta e chiara separazione delle varie aree: commerciale-industriale, pesca e turissmo seguendo il principio della perfetta coesistenza tra le parti, nel rispetto del pregevole patrimonio naturalistico di questo tratto costiero.
La Sangritana pronta a investire
Il porto ortonese potrebbe diventare una piattaforma logistica ottimale per l'area industriale della Val di Sangro. Tutto questo sarà possibile grazie ai collegamenti che permetteranno alle merci scaricate sulla banchina di arrivare rapidamente a destinazione. E infatti sono stati avviati i lavori per realizzare la bretella di collegamento veloce con l'autostrada A/14, in quanto infrastruttura viaria prioritaria per garantire il decollo dello scalo marittimo anche nell'ambito della cosiddetta intermodalità dei trasporti. Un discorso che sta affrontando anche la società di trasporti ferroviari Sangritana che è pronta a investire sul collegamento attraverso la rete ferroviaria tra il porto e la Val di Sangro.