PESCARA - Il candidato del centrodestra per la presidenza della Provincia dell'Aquila lo sceglierà Silvio Berlusconi in persona, e l'annuncio arriverà nei primi giorni della prossima settimana. Stanco dei tentennamenti dei suoi rappresentanti abruzzesi il premier, ben cosciente di giocarsi una buona fetta di prestigio all'Aquila, dopo l'impegno profuso e le continue, ripetute presenze nella città ferita e nei cantieri della ricostruzione, ha detto chiaro e tondo ai pidiellini abruzzesi di sottoporgli una "rosa" di candidati, dalla quale estrarrà il nome del prescelto. Di lasciare la scelta nelle mani del Pdl locale, più attento agli equilibri tra i suoi leader o presunti tali e meno alla reale posta in gioco (ripetiamo: perdere le elezioni all'Aquila dopo tutto il forcing del Governo, le case, le casette e gli annunci vari sarebbe un evento disastroso per il premier), Berlusconi non vuole neanche sentirne parlare. Anche perchè il Cavaliere è attento ai sondaggi, e quello de Il Sole-24 Ore che pone Stefania Pezzopane al vertice del gradimento nazionale lo preoccupa parecchio. E l'alternativa fin qui emersa a super-Stefania (Antonio Del Corvo) lo convince assai poco.
Come prima mossa, Berlusconi ha incaricato il coordinatore regionale, Filippo Piccone, di intensificare i contatti con quei moderati che mostrano insoddisfazione per le indicazioni fin qui emerse dal Pdl e una dichiarata propensione a correre da soli o, in alternativa, in un rassemblement centrista che porterebbe via voti preziosi a un eventuale candidato Pdl privo di alleati o quasi: si va dall'Udc di Rodolfo De Laurentiis, che non gradisce affatto Del Corvo, al Mpa di Giorgio De Matteis, più possibilista ma fino a un certo punto, fino a personaggi dell'area moderata come Mimmo Srour, che ha già pronta una sua lista per essere presente comunque alla competizione elettorale. Tutti voti in libera uscita. Piccone è già all'opera: convoca incontri uno dopo l'altro a Roma, lontano da occhi ma certo non da orecchie abruzzesi. E così si sa che ha incontrato alcuni dei moderati aquilani, che ieri sera si è confrontato con la componente di An del Pdl abruzzese, che oggi a pranzo si vedrà con De Laurentiis per provare a convincere l'Udc a restare nell'alleanza. Ma non ci sono solo le iniziative di Piccone: in questi giorni a Roma è tutto un fervore di vertici e controvertici del centrodestra abruzzese per cercar di cavare dal buco un ragno buono a far finire la Pezzopane nella tela, impresa decisamente difficile se, giunti ormai a metà gennaio, non c'è ancora certezza sul candidato del Pdl alle elezioni aquilane di marzo, e il nome che rimbalza continuamente, quello di Del Corvo, viene puntualmente frenato appena un annuncio sfiora l'ufficialità. E' lo specchio della confusione che regna nel Pdl abruzzese, e del livello dei suoi leader o presunti tali. Berlusconi l'ha capito, e da un po'. Ma adesso s'è stancato.