Le multe crescono, ma nel bilancio Atm la voragine resta aperta. Su tram e autobus il 12% dei passeggeri non paga il biglietto. Sale, viaggia a scrocco e scende impunito. Per l'Azien da dei trasporti, che nel 2009 ha staccato il 25% di contravvenzioni in più rispetto all'anno precedente (da 302mila a 406mila), manca all'appello una valanga di biglietti. Vero, i tornelli elettronici installati in metropolitana hanno quasi azzerato i portoghesi sotterranei. L'evasione complessiva, però, riguarda ancora il 7% dei viaggiatori. Se pensiamo che l'Atm scarrozza più di 650 milioni di persone l'anno, si tratta di un esercito da 45 milioni di scrocconi. A un euro al biglietto, il conto è presto fatto. Ieri mattina, in sole tre ore, i vigili hanno beccato 125 passeggeri senza biglietto al capolinea della 91 di viale Isonzo. Tanti stranieri, molti italiani e una decina di clandestini finiti dritti in questura (due avevano già precedenti penali per spaccio e rapina). Di fronte alla falla, l'Atm cerca di metterci una pezza a suon di ispezioni: i "tutor" anti-evasione sono passati con la gestione Catania da 120 a 180, mentre da novembre sono spuntati anche i controllori in borghese (che però lavorano sempre insieme ai colleghi in divisa). Risultato: l'evasione totale è calata di due punti percentuali in un anno, dal 9 al 7%. «Ma noi vogliamo fare di più», è il ritornello dei vertici dell'azienda. Già, ma come? La Lega Nord, attraverso il leader meneghino Matteo Salvini, rilancia l'idea del bigliettaio fisso a bordo. «Lo propongo da anni - dice il lumbard -, è necessario soprattutto sulle linee prese d'assalto da extracomunitari o nomadi: parlo ad esempio della 90-91, del tram 14 e della 77 che raggiunge Chiaravalle». Il guidatore resta in cabina, e il controllore setaccia chi mette piede sul mezzo pubblico. Un ritorno al passato che, secondo il neoassessore al Traffico Riccardo De Corato, è impraticabile. «L'assunzione dei bigliettai sarebbe un costo non sostenibile dall'azienda» osserva il vicesindaco. «Creeremmo un altro buco di bilancio. Piuttosto, abbiamo già cominciato a ragionare con il presidente di Atm su alcune soluzioni concrete». Allo studio, ad esempio, c'è l'idea di aprire soltanto la porta davanti nelle ore serali e notturne; inoltre, si pensa di affidare al guidatore il compito di vendere anche i biglietti a bordo. «E' una soluzione già adottata all'estero e in altre città italiane - sottoli nea De Corato -, bisognerà aprire un tavolo con i sindacati e verificare se c'è la possibilità di introdurla. I controlli dei vigili e del personale Atm, comunque, proseguiranno senza sosta». Da febbraio ad agosto, l'Atm ha provato anche la strada dei "controlli trasparenti": le linee prese di mira dai tutor, per «stimolare il senso civico dei passeggeri», venivano comunicate pubblicamente il giorno prima. Tolleranza zero e zero scuse. Dopo i primi sei mesi di sperimentazione, però, l'iniziativa è stata congelata. Nell'ultimo anno si viaggia a una media di mille multe al giorno, ma i portoghesi quotidiani sono più di 120mila. Insiste Salvini: «Ci vuole il bigliettaio a bordo, i soldi in più presi ai portoghesi ripagheranno il servizio». Ma anche tra i lavoratori c'è chi non la pensa così: . «Sarebbe un'operazione in perdita - dice Rocco Ungaro, delegato sindacale della Cgil -, meglio installare sui mezzi le macchinette automatiche per fare il biglietto. E aumentare i controlli».