Affidandosi al servizio pubblico ci sarebbero comunque risparmi
«Le soluzioni normative per la ricollocazione del personale vanno trovate: è l'impegno assunto dalla dott.ssa Baraldi. Il loro futuro lavorativo va garantito». Questo il succo di un intervento sul "caso Villa Pini", diffuso ieri dalla segreteria regionale Cgil, a firma della responsabile Sanità Angela Scottu. «Chiediamo - scrive il sindacato - che l'impegno assunto dai vertici istituzionali di Regione e Asl con la Commissione d'inchiesta parlamentare venga rispettato fino in fondo. La dottoressa Baraldi, sub commissario regionale alla sanità, ha dato il suo assenso ad una negoziazione della Regione con il Ministero per riassorbire il personale del Gruppo Villa Pini all'interno del Servizio Sanitario Regionale, verificando i risparmi che la Regione conseguirebbe con il disaccreditamento del Gruppo Villa Pini: almeno 60 milioni di euro». «I risparmi - secondo i conti della Cgil - ci sono, a cominciare da quelli derivanti dal disaccreditamento per l'assistenza psichiatrica. I 16 milioni annui di spesa sostenuti dalla Regione per le strutture di riabilitazione psichiatrica del Gruppo Angelini possono e devono essere riconvertiti per assicurare l' appropriatezza dell'assistenza e per riassorbire il personale nel sistema pubblico. Come affermato dall'Assessore Venturoni, sono sufficienti 8 milioni annui per la ricollocazione degli operatori psichiatrici. Altri risparmi di spesa si otterrebbero se l'assistenza erogata dai Centri di riabilitazione San Stef. AR., fosse affidata al sistema pubblico. 20 milioni annui di fatturato, con costi di prestazioni ambulatoriali e domiciliari, rispettivamente di 41 e 53 euro giornaliere per prestazione, quando i costi effettivi sono fondamentalmente solo quelli del personale, possono essere riconvertiti per assicurare un'assistenza riabilitativa che il pubblico, allo stato attuale, non eroga per mancanza di personale e di volontà politica. Chiediamo alla Regione scelte coraggiose e risolutive per la crisi Villa Pini e per il risanamento della sanità abruzzese: il Piano di Rientro può e deve essere rinegoziato. Lo prevede la Legge Finanziaria 2010».