TERAMO. «Un modo arrogante e miope per salvare le indennità di Raimondo Micheli e Flaviano Montebello». L'opposizione di centrosinistra in Provincia spara una bordata non da poco. In una conferenza stampa Pd, Idv, Sinistra e libertà e "La tua Provincia" lanciano l'allarme sul provvedimento che il consiglio provinciale si appresta a varare oggi. In sostanza la maggiornaza di centrodestra probabilmente oggi deciderà il recesso dalla partecipazione della Provincia ad alcune società. Una decisione che si inquadra nell'invito volto, nella Finanziaria 2008, alla riduzione delle participazioni in enti e società. Ma, secondo la minoranza, una decisione adottata senza seguire criteri chiari. «Sulla revisione, nulla questio», precisa il consigliere Mauro Sacco, «ma avevamo chiesto un'indagine approfondita sulla situazione, che valutasse anche la consistenza patrimoniale delle società. Siamo stati ignorati».
L'opposzione fa notare che la Provincia si appresta a uscire da alcune società e non da altre. «Senza un percorso trasparente», osserva Ernino D'Agostino, «peraltro uscendo solo da alcune società di capitali ma non da consorzi e Fondazioni e prescidendo dalle situazioni economiche e patrimoniali». Il tutto celerebbe, e nemmeno tanto, «l'obiettivo di mettere nelle condizioni Micheli e Montebello di non essere incompatibili nei ruoli di consigliere provinciale e di presidente della Team il primo, e consigliere nel cda dell'Arpa il secondo. E anche di non incappare nel divieto del cumulo delle due indennità». In entrambi i casi, infatti, la Provincia ha una partecipazione nelle due società e i consiglieri provinciali non potrebbero ricoprire ruoli ai vertici di Arpa e Team.
«Non c'è alcun giudizio moralistico», incalza D'Agostino, «ma c'è un problema anche di scorrettrezza istituzionale: del cda dell'Arpa fanno parte le altre Province. Sono state sentite? E che senso ha uscire dall'Arpa quando la Provincia ha competenze nei trasporti pubblici locali?». «Così per la Team: le Province dovrebbero assumere un ruolo di coordinamento sui rifiuti», aggiunge Ugo Nori, «questa fretta, visto che la scadenza per la rivisitazione delle parecipazioni è a fine anno, è sospetta». «La verità è che si sentono i padroni della cosa pubblica», conclude Giuseppe Di Febo. L'opposizione fa notare che non sono stati seguiti criteri di economicità: la Provincia esce dalla Team che è in attivo e produce utili per i soci, ma non dalla Link, piccola società informatica, in passivo.