PENNE. Una città che rischia lentamente di morire. Penne, con la sua storia millenaria, si sta infilando sempre più nel tunnel del decadimento istituzionale e sociale: Uffici strategici chiusi e trasferiti, come di recente la caserma della Forestale, servizi smantellati uno dopo l'altro. A fare da Cicerone tra le cause che hanno provocato l'impoverimento del centro vestino è lo storico e scrittore pennese Mario Costantini
«E' il momento di maggior degrado per Penne», osserva, «errori politici e mancanza di progettualità nel corso degli anni hanno spinto la città nel tunnel del decadimento istituzionale. La scelta di togliere la ferrovia e più in generale l'assenza di un buon collegamento con la costa ha segnato il destino di Penne». Il comprensorio vestino non ha rappresentanti in Provincia e Regione, «e ciò rende ancora più difficile invertire la rotta», sottolinea lo storico. «La ferrovia, inaugurata il 22 settembre del 1929, ebbe un ruolo importante nello sviluppo economico della vallata del Tavo. Il fallimento della società Fea (Ferrovia elettrica abruzzesi), nel 1963, ha interrotto i trasporti su rotaie con l'entroterra pescarese. Ci sono gli autobus della Gtm, che impiegano 80 minuti per raggiungere il terminal di Pescara. «Oggi il treno sarebbe stato un collegamento strategico per l'area vestina», sostiene Costantini, «la scelta di sopprimere la ferrovia è stato un errore grave». Penne è stata anche sede di Diocesi e qui operava anche un seminario nel quale studiavano canonici di tutta Italia; è chiuso dopo con la costituzione dell'arcidiocesi Pescara-Penne. Alcuni anni fa ha lasciato la città la caserma della guardia di Finanza e recentemente il Corpo Forestale, che era ospitato nella sede della Comunità montana Vestina: anche questa istituzione è destinata a chiudere dopo i tagli alla spesa pubblica. «Un destino crudele», incalza lo storico, «trasferire la Forestale è stata una beffa se consideriamo che a Penne c'è una delle Riserve naturali più famose d'Italia. Peraltro, la sede della Comunità montana, a palazzo De Simone-Caracciolo, rimarrà vuota abbandonato sarà il parco che la circonda, che avrebbe potuto essere un giardino-botanico». La caserma della Forestale è stata trasferita a Collecorvino perché i locali non erano agibili e il Comune non ha trovato una soluzione. A rischio di chiusura ci sono la sezione distaccata del tribunale di Pescara, che non ha personale di cancelleria, e il distaccamento di polizia stradale. Anche l'ospedale, con il nuovo piano di rientro della spesa sanitaria regionale, perderà servizi importanti. Ci sono poi le opere pubbliche promesse e mai realizzate che avrebbero potuto dare a Penne un futuro migliore. L'assenza di una strada veloce verso Pescara, la famosa Mare-monti, ha frenato gli investimenti nella zona industriale. Né sono state realizzate la tangenziale Est e la circonvallazione Ovest. Cattedrali nel deserto, invece, sono lo stabilimento dell'Acquaventina, il carcere di San Pietro, e il complesso sanitario del Carmine, abbandonati da anni.