Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.354



Data: 19/01/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Una catena umana per Villa Pini. Sciopero. Questa mattina dipendenti e sindacalisti di Cgil e Cisl uniranno le due sponde del Pescara prendendosi per mano sul Ponte del mare: «La Regione si assuma le sue responsabilità»

Domani a l'Aquila incontro con l'assessore Gatti: sul tavolo lo stato di crisi

Una catena umana per riaffermare e difendere i diritti del «popolo» di Villa Pini. La metteranno in atto questa mattina, sul tracciato del nuovo Ponte sul mare di Pescara, dipendenti e rappresentanti sindacali che uniranno così, con un filo di speranza, le due sponde del porto canale nel primo dei due giorni di sciopero indetti da Fp-Cgil e Fps-Cisl. L'obiettivo è spingere sul governo abruzzese perché si assuma le sue responsabilità, dopo la sospensione degli accreditamenti al gruppo Villa Pini, garantendo assistenza ai pazienti, sostegno al reddito e un futuro ai lavoratori. Il concentramento dei lavoratori stamane alle ore 10 sotto la Madonnina a Pescara; quindi alle ore 10.30 la simbolica catena umana da un capo all'altro del ponte. Sarà però domani il giorno più importante; alle ore 15 all'Aquila sono contestualmente fissate un'assemblea dei lavoratori, nel piazzale antistante la sede della Giunta, e un incontro con l'assessore regionale al Lavoro Gatti. Sul tavolo lo stato di crisi aziendale del Gruppo Villa Pini che la famiglia Angelini, nonostante la sospensione dell'accreditamento e l'impossibilità di somministrare finanche i pasti agli ultimi 150 degenti, si ostina a non dichiarare. Le parti cercheranno di individuare, come già per il terremoto all'Aquila, supporti normativi per giungere comunque a questo risultato visto che i tempi della giustizia sono troppo lenti. Mentre la Uil-Fpl indica alla Regione un piano di salvataggio in tre fasi: «la prima è quella dell'emergenza da affrontare con gli ammortizzatori sociali - dicono i segretari regionali Fabio Frullo e Roberto Campo - quindi, prima della revoca definitiva, servirebbe costituire una società con capitale pubblico cui conferire parte degli 80 milioni che erano il budget di Villa Pini. Questa società potrebbe assumere senza reclutamento pubblico e, con lo strumento del "comando", assorbire tutto il personale di Villa Pini (non solo quelli di San.Stef.A.R. ndr) fino a quando un nuovo assetto privato non li recuperi»; infine la risoluzione definitiva, con la nuova società che «comanda» e presta per 1 o 2 anni unità lavorative alle Asl o ai privati.


www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it