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Pescara, 22/04/2026
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Data: 20/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi abbraccia Del Turco «Ho sofferto molto per te». L'ex governatore su La7: «Spero nel Gup, ma non mi illudo» (Foto)

PESCARA - «Ho sofferto molto per te»: così Silvio Berlusconi ha salutato ieri Ottaviano Del Turco, nella Biblioteca del Senato, a Roma, al termine della cerimonia di commemorazione di Bettino Craxi. Poi lo ha abbracciato con calore. Berlusconi aveva avuto espressioni di solidarietà con Del Turco fin dal prime ore seguenti il suo arresto, a luglio del 2008, salvo poi inviare, a metà settembre di quello stesso anno, un messaggio di congratulazioni al procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi, capo del pool di magistrati che ha firmato l'inchiesta Sanitopoli che ha portato in carcere l'ex governatore abruzzese. Ma, lo scorso dicembre, Trifuoggi è incappato nell'ormai celebre "fuorionda" con Gianfranco Fini: frasi sul premier e sul pentito di mafia Spatuzza captate a Pescara durante il Premio Borsellino e rimbalzate all'infinito su tv, radio e siti internet, frasi malissimo digerite da Berlusconi. Frasi che, con molta probabilità, sono costate a Trifuoggi la Procura generale di Roma.
Ieri sera, ospite di Lilli Gruber a "Otto e mezzo", su La7, Del Turco ha però voluto ricordare solo le parole del premier in quel luglio fatale: «Berlusconi disse subito "E' un teorema, Del Turco non può aver fatto quello di cui lo accusano". Ecco, io sono molto grato al premier per quelle parole, e credo che un premier garantista sia importante non per me, ma per tutto il Paese. Altrimenti è guerra civile strisciante, altrimenti ognuno può portare un pacco di mele a casa del presidente eletto di una Regione e decidere che non potrà più guidarla, quella Regione», con chiaro riferimento al suo accusatore, Vincenzo Angelini, e all'inchiesta che lo vede indagato per corruzione e che lo ha portato in carcere.
Della sua vicenda giudiziaria Del Turco ha parlato diffusamente su La7, reagendo piccato alla Gruber che citava le prove della Procura contro di lui («Quali prove? Di quali prove schiaccianti parla?») e dicendosi speranzoso ma con poche illusioni sulla decisione del Gup («Spero che il Gup ritenga superato il tentativo d'incriminarmi dopo aver letto le carte. Ma in questo Paese accade raramente. Spero nella terzietà del giudice, ma la statistica è contro di me»). Poi è tornato a criticare il suo ormai ex partito, il Pd: «Fanno finta di non conoscermi. Sono un socialista apolide. Del resto in Abruzzo c'è stata gente del Pd che è andata dai magistrati per parlare contro di me. Io ho provato a cambiarlo, l'Abruzzo. Volevo un tecnico di valore come commissario per il fiume Pescara, ma mi hanno proposto un prefetto, sempre lo stesso, per tre situazioni diverse. E volevo gente di valore alla guida della sanità: capisco Vendola, voleva portare in Puglia un professore di Harvard. E' finito indagato».
In mattinata aveva destato stupore la presenza di Del Turco alla commemorazione di Craxi, dopo le critiche nei suoi confronti mosse più volte dalla figlia del leader socialista scomparso, Stefania, e da quanti avevano diviso con Craxi l'amarezza di Hammamet. Del Turco ha glissato: «Ho tanti ricordi di Craxi e non basta una dichiarazione per descriverli. Se fece bene ad andare ad Hammamet? Sì, si è sottratto all'"inaudita violenza" ben descritta da Napolitano».

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