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Data: 20/01/2010
Testata giornalistica: La Gazzetta del Sud
Atm, l'utopia del risanamento è nei numeri

Gli stipendi di dicembre non sono ancora arrivati all'Atm e in via La Farina i disagi di chi deve fronteggiare scadenze ineludibili crescono di pari passo con la rabbia. Vaglielo a spiegare a chi ha mutui da pagare, bollette da onorare e famiglie da sostenere che l'Alstom ha aperto un braccio di ferro da 3 milioni e passa di euro paralizzando i versamenti comunali e che il giudice investito dal commissario La Corte di un ricorso d'urgenza si pronuncerà a giorni. Portare pazienza è la preghiera rivolta a chi è sul punto di riaccendere una miccia che tredici mesi fa ha causato il blocco del servizio pubblico per tre settimane. Ma quanta pazienza si può ancora portare? E soprattutto, quanto il caravanserraglio potrà resistere a una crisi senza punti di ritorno? All'Atm siamo alle solite: il pentolone è in ebollizione, cambiali in bianco non se ne firmano più, nessuno crede a futuribili piani di risanamento oggettivamente utopistici se si raffrontano i numeri che porta in sé la partecipata con i servizi, gli incassi e le risorse su cui può far leva (12 milioni e mezzo nel 2009 avuti dal Comune che ha già anticipato 6 milioni del 2010). Alzi la mano chi ritiene che l'Atm possa risollevarsi potendo contare su una sessantina di bus in strada (e bisogna riconoscere a La Corte che i mezzi disponibili dal suo insediamento sono raddoppiati: a proposito, mandato rinnovato dal sindaco per un altro anno ancora), 10 vetture del tram, parte dei proventi della sosta in Ztl, sorvolando sull'attribuzione di servizi ad oggi solo virtuale, a fronte del "mantenimento" di 670 dipendenti, 250 dei quali autisti, una settantina di meccanici - salvo poi continuare a far ricorso a ditte esterne per le manutenzioni, secondo quanto denunciano i sindacati -, circa 200 tra ausiliari del traffico e lsu, 80 - dicasi 80! - amministrativi. Quella dei lavoratori via via imbucati in amministrazione dal maggiorente politico di turno è una vergogna senza tema di smentita, e nessuno può accusare questo giornale di soffiare sul vento di tentazioni che sfocerebbero in macelleria sociale. Ma con 80 amministrativi non dovrebbe esserci in azienda una carta fuori posto. A far da corona a uno stato complessivo di semi-bancarotta, un contenzioso, anche interno, esponenziale, spifferi finanziari in entrata e uscita che rendono poca roba anche la nomina di taluni consulenti, di chiara e non del tutto decorosa matrice politica. Il commissario La Corte, a proposito di spifferi, prova, ma è l'ennesimo tentativo che non andando troppo indietro nel tempo potrebbe già essere ascritto agli ex presidenti Providenti e Cardile (che va sempre ringraziato per l'intuizione di arruolare ausiliari del traffico quando in tutt'Italia si installavano i parcometri), a intercettare un flusso economico preannunciando l'operazione da egli stesso battezzata "Finiu u babbìu". Vernacolo a parte, che invero meriterebbe una chiosa, si tratterebbe di un vigoroso innesto di verificatori a bordo di tram e autobus per arginare il portoghesismo, secondo quanto annunciato ieri sera da la Corte a "Oltre il tg", l'approfondimento di Rtp curato da Orazio Raffa. In questo bailamme Cgil, Cisl, Orsa e da ultima l'Ugl chiedono all'Amministrazione di fare il punto prima che il collasso in via La Farina si conclami, o quanto meno prima che la temperatura tra i lavoratori raggiunga livelli sahariani. Intanto si aspetta. Cosa? Che il giudice cui s'è fatto ricorso per farsi togliere da sopra il capo la spada di Damocle finanziaria imposta dall'Alstom pervenga a una conclusione che di fatto regalerebbe ossigeno a settecento persone. Su un altro fronte, aspetta anche il direttore generale Claudio Conte, fra i trenta aspiranti alla direzione generale dell'Azienda servizi municipalizzati di Taormina (che gestisce anche i maga-parcheggi di Lumbi e Porta Catania). A giudicare i candidati sarà una terna commissariale della quale è stato chiamato a far parte il dott. La Corte, sì l'attuale vertice dell'Atm, e non è un "babbìu". «Finiu u babbìu" Si affida al vernacolomessinese il commissario straordinario dell'Atm, Cristofaro La Corte, per annunciare l'ennesimo tentativo di lotta al portoghesismo su autobus e vetture del tram. «Io stesso», rivela a "Oltre il tg", l'approfondimento giornalistico sui principali temi cittadini in onda ieri sera su Rtp, «ho battezzato l'operazione» con un nome che è tutto un programma: «Finiu u babbìu». Aspettiamo, sempre meno fiduciosi visto il passato, la diffusione periodica delle somme incassate.

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