Non è solo Ancona che esce affumicata dai dati della campagna Mal'Aria di Legambiente. Le Marche in generale chiudono il 2009 con un dato preoccupante dell'inquinamento urbano. Il 93% delle stazioni di rilevamento dell'inquinamento da traffico o industriale ha superato il limite annuale di 35 giorni previsto dalla legge. Nel 2009 i giorni medi di superamento sono stati 89 mentre nel 2008 la media era stata di 77 giorni. "Questo dell'inquinamento è uno tra i primi grandi obiettivi strategici a cui dovrà rispondere il prossimo governo regionale ed è per questo che chiediamo una svolta decisa verso la costituzione della metropolitana di superficie come prima grande opera per la Regione", commentano Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche, e Leonello Negozi curatore del dossier. Per l'associazione ambientalista "il territorio regionale, caratterizzato da 180 km di costa, si presta molto bene allo sviluppo di una linea veloce e snella che sia facile, utile e conveniente per i cittadini, senza dimenticare il rafforzamento delle aree interne, Falconara-Fabriano, Civitanova-Albacina e Ascoli- Porto d'Ascoli". Legambiente chiede "investimenti più sostanziosi sulla mobilità sostenibile, per rafforzare i trasporti pubblici, il treno per primo, e la realizzazione di parcheggi scambiatori". La 'maglia nera' ad Ancona, dopo Napoli e Torino, per la qualità dell'aria è - secondo Giorgio Andreani della Uiltrasporti Marche - un fatto "preoccupante e allarmante, perché inquinamento è sinonimo di danni alla salute, che incidono notevolmente anche sulla spesa sanitaria, oltre che traffico cittadino nel caos". "Tutto ciò - sostiene Andreani - è il risultato dei grandi ritardi sugli interventi di razionalizzazione del traffico, sulle politiche dei parcheggi scambiatori e sul trasporto pubblico locale, come ad esempio la metropolitana di superficie e integrazione modale ferro-gomma, infine sulle politiche infrastrutturali, in cui le amministrazioni locali negli ultimi anni si sono perse". "Occorre perciò partire immediatamente - conclude il sindacalista - dalla riqualificazione del trasporto pubblico locale poichè al mezzo privato va data una seria alternativa, e, in mancanza dell'uscita ad 0vest del porto, cercare di dirottare i mezzi pesanti sulla ferrovia, in modo da decongestionare il traffico cittadino".