TORINO. Gli «indiani della Valsusa» tornano sul sentiero di guerra per protestare contro le trivelle della Tav. Il tam tam è partito quando in questa valle che da Torino si allunga verso la Francia era ancora buio, e alle prime luci dell'alba si era già formato un presidio radunato con un passa parola di sms e messaggi su internet. Poche ore prima, nel cuore della notte, era arrivata a Susa, scortata da 300 agenti delle forze dell'ordine, la trivella per il sondaggio geognostico per la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.
«Attenzione, trivella al centro servizi dell'autoporto», «Accorrete tutti al presidio, grande mobilitazione»: poche righe che hanno richiamato sul posto diverse decine di manifestanti No Tav, intenzionati a replicare il blitz di una settimana fa, quando a Susa circa 300 contestatori avevano impedito ai tecnici e alla polizia di accedere ad uno dei 91 siti prescelti per i sondaggi.
Ieri mattina, quando, protetta da poliziotti, carabinieri e finanzieri, la trivella è entrata in funzione a poche decine di metri dall'autostrada, i manifestanti No Tav, circa duecento, hanno bloccato tra stiscioni e cori l'autostrada A32, creando subito lunghe code. Dopo una trattativa con le forze dell'ordine, il corteo si è snodato davanti allo schieramento di polizia, per poi disperdersi alla fine della mattinata.
«Sono soltanto sondaggi mediatici, se per portare in valle una trivella devono militarizzare un'intera città hanno già perso», ha commentato Alberto Perino, storico leader del movimento No Tav. Dall'altra parte della barricata la Presidente della Regione Mercedes Bresso ha sottolineato che «per la prima volta non si sono visti petti coperti con fasce tricolore opporsi alle trivelle. I sindaci hanno dimostrato equilibrio».
Nel tardo pomeriggio, dopo un'assemblea, i manifestanti sono tornati a bloccare la A32. E giovedì prossimo Beppe Grillo si unirà al presidio permanente No Tav di Susa, mentre sabato si terrà nella cittadina una nuova manifestazione di protesta.