L'IMMAGINE di un motociclista steso sull'asfalto dopo un incidente. Quella di un autista, magari d'esperienza e dal ruolino di servizio impeccabile, che per prima cosa viene privato della patente di guida. Qualunque sia la sua posizione. Di colpa, o di ragione. Pensa a quest'immagine, Giuseppe Mazza, motociclista ma anche sindacalista della Fit Cisl, quando Secolo XIX alla mano batte un pugno sul tavolo e annuncia: «Se verrà dato via libera alle moto nelle corsie gialle dirò ai colleghi di passare fuori con i bus. Provvedimento folle, lotteremo duro». E dire che la Cisl era la sigla più morbida, su questo fronte. Anzi, all'inizio era pure favorevole alla sperimentazione delle moto sulle corsie riservate. Sempre stata contro la Uil, invece. Ora però la provocazione è analoga, unanime. «Sì, anche noi diremo di passar fuori», conferma Antonio Cannavacciuolo, della segreteria provinciale del sindacato. Lo scontro che ormai dura da anni, quello tra motociclisti e professionisti del trasporto pubblico, ora ha un ring ben definito. La partita la decisione è di ieri si gioca tutta sull'unico percorso che unisce piazza Dante a piazza Palermo. Qui, a partire da fine febbraio, le moto saranno libere di scorrazzare dentro i limiti gialli. I rappresentanti degli autisti sono furibondi. «Attendiamo con ansia l'incontro col Comune dice Guido Fassio, segretario regionale Filt Cgil siamo sempre fermi alle garanzie per gli autisti richieste e al punto fermo al quale non abbiamo mai rinunciato: l'ampliamento dei chilometri di corsie gialle in città». Nel Pum, il Piano Urbano della Mobilità del Comune approvato ieri, di corsie in più si parla chiaramente. «Si, vabbé allarga le braccia Fassio mica diamo tempo due o tre anni. Gli accordi erano diversi, pretendiamo delibere rapide che allunghino i percorsi riservati». La risposta dell'assessore al Traffico Simone Farello non tarda. «Abbiamo approvato il Pum, come volevo dice ora convocheremo le parti. Non c'è nulla di deciso e immediatamente operativo». Antonio Bassi rappresenta a Genova i tassisti iscritti all'Uti, Unione tassisti italiani, una delle sigle più rappresentative. «Io le parlo sia da scooterista che da tassista dice con le moto è molto pericoloso andare sulle corsie gialle. Avvallamenti, dossi, macchie d'olio, meglio lasciar perdere». E come tassista? Le moto sulle corsie ci vanno da sempre anche se non autorizzate, conosce casi di colleghi che abbiano investito motociclisti? «No». Vittoria inequivocabile, invece, per il "sindacato" dei centauri. Anzi no. «Ma quale vittoria risponde l'ex ambientalista diventato molto popolare per le sue battaglie col casco e i caroselli di protesta organizzati in centro contro le "telemulte" si tratta di una vittoria parziale, anzi striminzita». Si spieghi. «La strada è troppo corta, e interessa soltanto una parte dei cittadini. la sperimentazione darà esito positivo, ne siamo certi. Ma questa convivenza pacifica tra moto e bus va allargata a tutta la città. Perché nel frattempo le multe continuano a fioccare». «Il principio è finalmente applicato è invece il pensiero di Furio Truzzi, Assoutenti Sulle modalità c'è molto da discutere perché altro avevamo richiesto».