Vigili troppo concilianti che non chiedono più agli automobilisti indisciplinati di conciliare. La tolleranza va bene, sempre, purché non degeneri nel caos. Le dichiarazioni del sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, che ha parlato di «nuovo rapporto fra cittadini e polizia municipale» all'insegna del dialogo, meritano una riflessione. Il primo cittadino, illustrando il calo di contravvenzioni nell'ultimo semestre del 2009 (la nuova media è da 46mila multe l'anno) ha spiegato che il «compito del vigile non è di vessare l'utente ma essere un amico capace di consigliare automobilisti, ciclisti e pedoni, correggere comportamenti scorretti prima che punirli». Meno multe che non si tradurrebbero, dunque, con l'assenza di agenti sulle strade ma piuttosto con un nuovo metodo di affrontare il problema: educare. Così fosse, non ci sarebbe nulla da obiettare. Ma purtroppo l'esperimento non sta dando i frutti sperati: questo articolo vuol essere anche un promemoria per il neo comandante della Polizia municipale, Carlo Maggitti, che prenderà servizio dal 27.
Gli automobilisti continuano a parcheggiare sui marciapiedi, in doppia fila, sui passi carrabili e sopra le strisce pedonali. Passano ovvero parcheggiano sulle piste ciclabili, sulle corsie preferenziali, nelle zone a traffico limitato. Solo ieri mattina in via delle Caserme erano parcheggiate 30 fra auto e camioncini, 20 su corso Manthonè, con un via-vai di veicoli da far invidia a corso Vittorio Emanuele il sabato pomeriggio. Evidentemente il cartello "traffico limitato" non ha inibito i soliti furbetti e, se si continua così, per il giorno in cui inizieranno i lavori di riqualificazione della zona il numero di mattonelle da sostituire sarà assai cresciuto.
Su via Venezia c'è una perenne doppia fila che prosegue lungo via Chieti. Per non parlare di via Fabrizi, diventata da tempo il regno del "minutino", dove le auto sono posteggiate alla meno peggio un po' ovunque, intono a piazza Salotto, in doppia fila di fronte al bar Venezia e perfino all'imbocco di corso Umberto, dove nessuno ha mai incontrato un vigile intento a "educare". Su via Firenze ormai si parcheggia senza pagare il ticket, «tanto qui di agenti non ne passano». Una tolleranza che sta sfociando in anarchia. E a lanciare questo grido d'allarme non è chi non ama Pescara, ma proprio chi questa città la vive e la percorre ogni giorno e si rende conto che la situazione sta peggiorando. Ci meravigliamo inorriditi quando, intenti ad attraversare sulle strisce pedonali, l'automobilista di turno non si ferma. Ci riserviamo il diritto di indignarci se qualcuno ha parcheggiato davanti il cancello di casa nostra, ma a volte siamo i primi a chiudere un occhio davanti alle nostre piccole scorrettezze. Dunque, va bene la carota ma per alcuni casi serve anche il bastone. Un bastone che non significa necessariamente multa, ma sicuramente più vigilanza, più presenza di agenti sulle strade: già questo potrebbe bastare a frenare comportamenti scorretti. Un atteggiamento iniziale più severo, per poi allentare il pugno di ferro quando l'ordine sarà stato ripristinato. Perché il timore è che il regime del "minutino" - tanto caro ai negozianti - sia la giustificazione alla mancata realizzazione di nuovi parcheggi: che permetterebbero, fra l'altro, di eliminare l'alibi per chi non sa che un minutino deve durare solo un minutino.