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Pescara, 22/04/2026
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Data: 22/01/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Bar e ristoranti, guadagni da miseria. Gli autonomi dichiarano redditi come gli operai. Forte divario Nord-Sud

ROMA. La Banca centrale europea avverte che tagli alle imposte sono possibili solo con bilanci risanati. Ebbene proprio ieri si è scoperto che, mentre la la spesa pubblica italiana sfiora il 50% del prodotto interno lordo, il popolo degli studi di settore dichiara poco, pochissimo, al punto che, stando alle medie, un bar guadagna 17.000 euro l'anno. Come un operaio. Il quadro è desolante: il reddito medio degli autonomi, secondo le ultime tabelle del fisco del 2007, è intorno a 26.300 euro contro un reddito medio degli italiani di 18.300 euro.
Colpiscono le forti differenze tra le categorie e il divario tra Nord e Sud. In media in Italia un ambulante dichiara 11.000 euro, un avvocato 49.000. Il divario tra un autonomo milanese e uno di Vibo Valentia sfiora il 50%. A Vibo, in media, un lavoratore autonomo guadagna 14.700 euro, a Milano 36.500. Si tratta di un esercito di 3 milioni e 700mila contribuenti sono sottoposti agli studi di settore che per più della metà è localizzato al Nord, per il 21% al Centro e per il 28% al Sud e nelle Isole. Un esercito che paga poche imposte: basti pensare che alberghi, pensioni e campeggi dichiarano mediamente un reddito di 21.100 euro - poco più di una tuta blu - e che bar e ristoranti incassano ancora meno, 17.000 euro. I negozi di casalinghi fanno dichiarazioni medie da 13.800, quelli di articoli sportivi di 14.900, i meccanici di 15.400. Altro esempio sono le agenzie immobiliari che in un anno pre-crisi come il 2007, anche in forma societaria, hanno detto di guadagnare 35.000 euro. Redditi degli agenti immobiliari quasi da fame: 22.100 euro pur trattando affari spesso milionari. La questione è vecchia. Ma l'Associazione artigiani di Mestre sostiene che, considerando che il 75% di questi contribuenti lavora da solo dividendo il reddito con un famigliare, non si tratta di cifre inconsistenti.

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