Le denunce 2007 del "popolo degli studi di settore"
ROMA Guadagni minimi, così tanto da sfiorare quella che per l'anno 2007 l'Istat definiva soglia di povertà(12 mila euro l'anno). Il «popolo degli studi di settore», parliamo 3 milioni e 700 mila contribuenti tra lavoratori autonomi professionisti e mini-imprese artigiane, ha dichiarato per il 2007 un reddito medio di 26.300 euro. Eppure il 2006 e il 2007 sono stati in Italia anni di crescita economica, con un prodotto interno che cresceva di quasi il 2% all'anno.
Le tabelle rese note ieri dal Fisco ci raccontano che i parrucchieri e gli estetisti guadagnano mediamente 13.400 euro. Che gestire un bar rende 17.000 euro l'anno, meno dello stipendio di un metalmeccanico. Che gli alberghi rendono mediamente 21.100 euro. Parliamo del contenuto delle denunce presentate dal popolo delle partite iva, non tutte, ovviamente ritenute dal Fisco congrue con i parametri degli studi di settore. Ma anche tenendo conto di questo, il risultato sostanzialmente non cambia. Dalle dichiarazioni emerge anche una forte divario territoriale. La metà dei contribuenti è ubicata nel Nord, e dichiara redditi superiori alla media anche del 40-50%. Più si scende nella penisola, più calano il numero di contribuenti e i guadagni che dichiarano. A Vibo Valentia, gli autonomi dichiarano all'erario mediamente 14.700 euro. A Napoli siamo a 20.300 euro, 28.800 euro a Roma, 27.500 euro a Torino, 30.100 a Venezia, fino al top rappresentato dai 36.500 euro di Milano, l'area più ricca, circondata da altre 8 province con redditi superiori ai 30.000 euro. Le provincie sotto i 20 mila euro sono 25, e sono tutte al Sud.
Sono i professionisti, gli avvocati per la precisione a denunciare un reddito più alto (49.100 euro), seguiti dagli ingegneri con 28.300 euro. I commercianti invece si fermano a 22 mila 900 euro all'anno. Ambulanti esclusi, che hanno dichiarato guadagni medi di 11 mila euro, meno di mille euro al mese.
Mini redditi per i casalinghi con una dichiarazione media da 13.800 euro, negozi sportivi con 14.900 euro, meccanici con 15.400 euro, macellai e alimentari (22.500 euro), profumieri (24.900 euro). Ancora peggio va ai parrucchieri, barbieri, estetisti, notoriamente ritrosi a presentare le ricevute fiscali.
E, dato clamoroso in anni di mattone alle stelle e di tourbillon di compravendite, è quello relativo alle agenzie immobiliari- comprese quelle in forma societaria - che hanno dichiarato in media 35.000 euro l'anno di guadagni, nonostante le laute commissioni incassate. Restando nel settore, gli agenti immobiliari hanno invece dichiarato 22.100 euro.
Tra il 2006 e il 2007, gli anni ai quali si riferiscono queste elaborazioni dell'Agenzia delle entrate, c'è stata una frenata dei redditi dichiarati: a una crescita dell'11% nel 2006, è seguito un misero +0,32% nel 2007. La crisi finanziaria è scoppiata negli Stati Uniti ad agosto di quell'anno, ma la vera gelata dei consumi è arrivata nel 2008.