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Data: 07/09/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Trasporti, l'Udc va all'attacco della Giunta. Amicone: «Arpa, D'Alfonso opportunista. La replica: «Non accetto lezioni da lui»

L'Aquila. - Duro attacco dell'Udc alla gestione dei trasporti regionali ad opera del centro-sinistra. Nel mirino di Mario Amicone, Giorgio De Matteis e Vito Domenici, sono finiti Alfonso D'Alfonso che lascerà la presidenza dell'Arpa (vi era stato insediato dal centrodestra), per passare alla vice direzione generale della stessa azienda, e l'attuale presidente della Sangritana Loredana Di Lorenzo. Ma Amicone non ha mancato di tirare in ballo anche Del Turco «che dice di voler abbassare i costi della politica ma poi si accomoda alla logica clientelare» e con lui tutti i partiti dell'Unione «che stanno mettendo in atto il classico assalto alla diligenza». «Con l'Arpa -ha aggiunto l'ex assessore ai Trasporti- il centro-sinistra sta facendo il gioco delle tre carte. Prima tanta fretta, ad aprile scorso, per far approvare il nuovo statuto. Poi, quando si sono accorti che avrebbe guastato il loro piani e reso più difficili le nomine e gli accordi che avevano in mente, hanno fatto una brusca frenata e lasciato in vigore lo statuto vecchio che non prevede le clausole capestro contenute in quello nuovo che avrebbe complicato le cose».
A D'Alfonso, che ha replicato altrettanto seccamente, lancia l'accusa di opportunismo. «All'inizio ha fatto fuoco e fiamme. Lo volevano cacciare e ha minacciato di opporsi in sede legale. Poi quando gli hanno offerto la contropartita si è accordato e ora dice di voler mettere a disposizione la presidenza e invita tutto il consiglio d'amministrazione a rassegnare le dimissioni». Ma secondo Amicone, D'Alfonso ha ottenuto molto di più oltre all'annunciata vice direzione generale dell'Arpa. E cioè la presidenza della Paolibus e della Tibus: «Sono incarichi che gli porteranno un'indennità complessiva di quasi centomila euro. Ditemi un pò se tutto questo ha una logica, in un momento in cui il governo dice di voler contenere i costi della politica e molti cittadini fanno fatica ad arrivare a fine mese». D'Alfonso non ha voluto entrare nel merito, ma ha risposto anche lui con molta durezza. «Non accetto lezioni da Amicone, ma sulle cose che dice non intendo fare commenti. Del resto su questo argomento, che non è così semplice come si vorrebbe far credere, ho sempre preferito mantenere un profilo basso e altrettanto farò in futuro».
Amicone non ha risparmiato neppure Loredana Di Lorenzo, nominata presidente della Sangritana in quota Margherita. «Appena preso possesso del nuovo incarico -ha detto l'ex assessore regionale ai Trasporti- ha assunto subito cinque meccanici, ha voluto l'autista personale ed ha nominato un consulente a cinquemila euro al mese». E del consulente Amicone ha fatto nome e cognome: è Piero Carducci, anche lui approdato alla corte dell'Unione proveniente dal centrodestra che lo aveva scelto per la direzione di Abruzzo Lavoro. «Carducci -ha continuato Amicone- non rappresenta certo la scelta migliore per fare il consulente di una società di trasporti dal momento che è un economista. Eppoi è al centro di una serie di contestazioni perchè quand'era presidente di Abruzzo Lavoro ha attribuito una quantità di consulenze sempre alla stessa persona». Insomma un Amicone scatenato che non ha mancato di lanciare altre accuse. «Ci sono assessori che vanno alla partita o a fare footing con l'auto blu, e lasciano l'autista ad aspettarli. Ditemi voi se è questa la logica del risparmio di cui parla il presidente della Giunta».

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