C'è "grande preoccupazione, anche per il rischio che comporta di cancellare gran parte dei processi sulla sicurezza sul lavoro". A lanciare l'allarme è il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, dopo l'approvazione in Senato del ddl sul processo breve. Il leader sindacalem che solleva anche il rischio di non costituzionalità, ricorda infatti che tra i processi a rischio estinzione ci sono quelli contro le ecomafie e contro imprenditori senza scrupoli che hanno commesso reati a danno dell'ambiente e della salute dei cittadini e, fra l'altro, processi che hanno sollevato grande allarme sociale ed economico con grande risonanza internazionale, come quello per la vicenda della Cirio.
Aggiunge quindi Epifani: "Il provvedimento rischia di costituire un duro colpo contro l'efficienza della giustizia in Italia con la cancellazione, di fatto, di un alto numero di processi fra i quali quelli a carico dei datori di lavoro che, per aver evaso le norme sulla protezione della salute e della vita dei lavoratori, sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo. In casi come questo le norme approvate sono addirittura peggiorative del testo precedente che, almeno, escludeva tutti i processi in corso per reati concernenti l'ambiente di lavoro".
A suo giudizio, "invece di intervenire con importanti risorse finanziarie per fornire nuovi organici e mezzi tecnici, e garantire così il diritto di tutti i cittadini a una giustizia giusta ed efficiente, il governo e la sua maggioranza, nei fatti, varano un'amnistia perpetua e mascherata che cancella un numero molto grande di processi e cancella il diritto delle vittime dei reati a vedersi riconosciuto comunque, in una sentenza di un giudice, il danno subito".