Al coro di "no" alla liquidazione dei Consorzi industriali si aggiunge la Cgil aquilana, che già nei giorni scorsi aveva puntato l'indice contro la "riforma" al vaglio della Giunta regionale. Al posto dei Consorzi potrebbe essere istituita un'unica "autorità" per tutto l'Abruzzo. Secondo la Cgil questo penalizzerebbe in particolar modo L'Aquila, in un momento di grave crisi in cui sarebbe necessaria proprio una nuova pianificazione per la riorganizzazione delle aree da destinare alle imprese, prerogativa tipica dei Consorzi. L'argomento è delicatissimo: in ballo ci sono i fondi stanziati dalla legge 77 sul terremoto per lo sviluppo economico e sociale (1,87 miliardi di euro) e il cosiddetto masterplan, documento con cui vengono individuate priorità e strategie. «Temiamo che la superficialità - ha detto il segretario generale della Cgil Abruzzo, Gianni Di Cesare - possa portare a un'ulteriore burocratizzazione dovuta all'eventuale accentramento delle funzioni. I Consorzi devono rivitalizzati e riorganizzati per svolgere al meglio la loro funzione di programmazione, che in questo momento, a nostro avviso, ha pari importanza con la ricostruzione del centro storico. Basti pensare, ad esempio, alla vicenda degli otto milioni stanziati per l'ex polo elettronico: per spenderli bene serve una visione condivisa. Ecco perché i fondi previsti dalla legge sul terremoto potrebbero essere utilizzati per infrastrutture e servizi all'interno dei Consorzi, in modo tale da rendere appetibile il territorio alle imprese. Sono queste le prerogative dei Consorzi, fondamentali nella loro funzione pianificatoria. Non possiamo più permetterci capannoni e terreni assegnati e mai utilizzati». Di Cesare ha invitato il sindaco a un confronto vero, aperto, per rilanciare tutti i temi che riguardano l'emergenza lavoro.
Il segretario aquilano, Sandro Giovarruscio, ha rincarato la dose: «La preoccupazione è che un solo Consorzio regionale complicherebbe la gestione dell'emergenza L'Aquila e invece qui è fondamentale dare possibilità a enti e soggetti interessati di potersi sviluppare». Per Umberto Trasatti, segretario provinciale, «è ora di dire basta a questioni di rendite o di proprietà terriere. I Consorzi evitano speculazioni e svolgono una funzione fondamentale». I Consorzi in Abruzzo sono sette, di cui tre nell'area dell'Aquilano: uno nel capoluogo, uno ad Avezzano e uno a Sulmona.