ATESSA. La Fiom-Cgil torna a protestare per il caro- abbonamenti durante i periodi di cassa integrazione alla Sevel. Da oltre un anno il sindacato ha chiesto alla Regione e alle autolinee di rimodulare il costo degli abbonamenti settimanali in base ai giorni di effettivo utilizzo, in modo da evitare che i lavoratori paghino l'intero abbonamento settimanale anche durante la Cig. L'assessorato regionale ai Trasporti aveva manifestato disponibilità alla soluzione del problema, ma a tutt'oggi la richiesta Fiom sembra essere caduta di nuovo nel dimenticatoio.
«Il comportamento della Regione sta arrecando danni a tutti i soggetti coinvolti nel problema», attacca la componente Fiom della Sevel. «Nella settimana dal 4 all'8 gennaio, alla Sevel si è lavorato solo due giorni e ad usufruire dei pullman sono stati solo una cinquantina di lavoratori su oltre 4.500 utenti abituali, proprio perché non era conveniente pagare l'abbonamento per intero», elenca i dati il coordinatore della Fiom, Antonio Teti, «questa situazione ha prodotto costi inutili per la Regione che paga il servizio, mancati introiti per le società che effettuano il trasporto e un doppio danno ai lavoratori, i quali da un lato hanno dovuto ricorrere alle proprie auto per recarsi al lavoro e dall'altro come cittadini-contribuenti hanno pagato il costo degli autobus che hanno viaggiato vuoti».
La Fiom torna perciò a sollecitare alla Regione una soluzione che tenga in debita considerazione le istanze dei lavoratori Sevel, già pesantemente colpiti dalla crisi. Qualora però perdurasse il silenzio della Regione, la Fiom attiverà iniziative di protesta assieme ai pendolari.