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Pescara, 22/04/2026
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Data: 23/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ecco l'offerta Neuromed per Villa Pini. Una lettera inviata a Regione e Provincia per chiedere un incontro: si decide il 12 febbraio

PESCARA - Tre pagine, una richiesta di incontro, l'offerta di riassorbire tutti i mille seicento dipendenti del gruppo: è arrivata ieri mattina sul tavolo del presidente della Regione Gianni Chiodi, dell'assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni, del presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio e del sub commissario alla Sanità Giovanna Baraldi, l'offerta dell'istituto Neuromed per l'affitto o l'acquisto del gruppo Villa Pini. La richiesta è stata già depositata al tribunale di Chieti e il 12 gennaio scorso, in occasione dell'udienza fallimentare, il gruppo che fa capo a Enzo Angelini ha chiesto un rinvio motivato per predisporre un concordato preventivo: l'istituto Neuromed ha presentato un'offerta di affitto d'azienda per un milione e mezzo di euro e in subordine la possibilità di acquisto o l'assunzione del concordato. L'offerta sarà naturalmente valutata dal giudice fallimentare ed è subordinata a autorizzazioni, permessi, licenze, nullaosta. Ma nel frattempo l'Irccs che fa capo alla famiglia Patriciello (dell'europarlamentare Pdl Aldo Patriciello), cerca una sponda politica nella Regione che proprio due giorni fa ha incontrato i sindacati e valutato positivamente la possibilità di attivare la cassa integrazione per i 1.600 dipendenti. La lettera di tre pagine illustra il campo d'azione del gruppo e si conclude con una richiesta di incontro «finalizzato alla rappresentazione di un possibile intervento nella problematica a margine». Quella di Neuromed è l'unica offerta arrivata fino ad oggi per Angelini.
Ecco come il gruppo che ha sede a Pozzilli in provincia di Isernia intende trasformare Villa Pini. Alla Regione si presenta con tutte le carte in regola: scrive di essere un Irccs (Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico, che è la terza via della sanità: mix tra pubblico e privato) «persegue finalità di ricerca, prevalentemente clinica nel campo biomedico», qualificato dal legislatore come ente ospedaliero «che riunifica, all'interno della medesima struttura, sia attività diagnostico-terapeutiche che di ricerca di elevatissimo livello. Sotto il profilo scientifico-sanitario, rappresenta ospedale di eccellenza. L'attività clinica è arricchita da un reparto di neurochirurgia dedicato alla chirurgia d'elezione del sistema nervoso centrale e periferico». Nel biglietto da visita del gruppo vengono poi elencate le convenzioni con l'università La Sapienza, il centro didattico e di formazione, il polo assistenziale neurologico, il centro di altissima chirurgia-neurochirurgia funzionale, il presidio regionale per le malattie rare del sistema nervoso e degli organi di senso.
E adesso sarà il tribunale a decidere il prossimo nove febbraio: nel frattempo il gruppo Angelini sta predisponendo una proposta di concordato preventivo in cui probabilmente crediti e immobili verranno offerti per il pagamento dei debiti, mentre il gruppo Neuromed si è già offerto di acquistare macchinari e attività per un valore che non è ancora stato definito. E' chiaro che se entro quella data non saranno versati i soldi ai creditori, il tribunale di Chieti dovrà pronunciarsi sulle diverse istanze di fallimento. Sempre a Chieti il procuratore capo Pietro Mennini ha indagato Angelini per bancarotta fraudolenta per distrazione. In ballo una cifra valutata sui cento milioni di euro che sarebbe sparita dalle casse della clinica attraverso la Novafin, altra società che ha sede a Chieti e che è gestita dagli Angelini.
E adesso tocca alla Regione pesare l'offerta del gruppo molisano. Lo farà non senza imbarazzo, visto che Neuromed fa capo alla famiglia di un parlamentare pdl. Ma per ora è l'unica offerta, l'unica ancora di salvezza per i 1.600 dipendenti senza stipendio da nove mesi.

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