Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/04/2026
Visitatore n. 753.419



Data: 24/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Strade e ferrovia: lo sprint finale dell'interporto di Manoppello

MANOPPELLO - In molte regioni d'Italia rappresentano da tempo l'alternativa verde al trasporto su gomma. Punti di snodo capaci di generare occupazione ed investimenti, luoghi strategici per depositare e scambiare merci. È così per gli efficienti interporti dell'Emilia Romagna, ma anche per quello marchigiano di Jesi. In Abruzzo, dopo alcuni decenni dalle leggi nazionali (la 240 del 1990 e la 341 del 1995) che ne finanziarono i primi progetti, l'interporto è ancora un enigma. Collocato nell'area del sistema urbano Chieti-Pescara, nel territorio comunale di Manoppello, su 960mila metri quadrati e con una posizione baricentrica rispetto all'Italia, l'interporto d'Abruzzo si candida a rappresentare il polo principale delle attività di interscambio e commercializzazione della regione. Dalla progettazione all'avvio effettivo lavori, visti i tempi per le valutazioni d'impatto ambientale, gli espropri e gli intoppi burocratici e giudiziari, sono passati anni e solo l'11 novembre 2006 è stata ufficializzata l'entrata in esercizio del primo lotto. Niente male per una struttura classificata "prioritaria" e affidata in concessione ad una società in massima parte privata, la Interporto Val Pescara Spa, oggi presieduta dal cavalier Dino Di Vincenzo. «Tra qualche settimana tutta la viabilità di raccordo sarà collaudata - ha raccontato il direttore generale dell'interporto d'Abruzzo Mosè Renzi - a primavera saranno operativi anche altri due binari carrabili raccordati alla linea Roma-Pescara attraverso un binario elettrificato, mentre nei primi mesi del 2011 saranno completati il raccordo autostradale e il nuovo svincolo della A25». Dalle finestre dell'ufficio del direttore, al terzo piano della palazzina a vetri, unica costruzione completa nella distesa di strade e cemento, si vedono tanti cantieri, da un lato i magazzini, dall'altro i piazzali e le aree riservate alla sosta dei mezzi porta container. Oggi dell'interporto non è funzionante che una parte piuttosto modesta. «Ma a regime - ha assicurato Renzi, direttore generale dal settembre 2008 e una qualificata esperienza nel settore della logistica - magazzini e piazzali raggiungeranno una dimensione rispettivamente di 80mila e 95mila metri quadrati. L'interporto offrirà servizi aggiuntivi come banche, dogane e aree ristoro e sarà interamente dotato di una tecnologia in grado di controllare passaggi e comunicazioni. Presto - ha aggiunto - vareremo un vero e proprio distretto capace di offrire attività e servizi, riservati soprattutto agli operatori della logistica del settore manifatturiero. A regime l'interporto darà lavoro a 500 persone». Destinato a diventare il centro di un sistema integrato, che dovrà operare con gli autoporti di Roseto, San Salvo ed Avezzano, l'interporto ambisce ad essere la piattaforma logistica del Mediterraneo. Riceverà le merci dall'oriente che passeranno il canale di Suez a bordo di navi, poi arriveranno ai porti di Gioia Tauro e Taranto e da lì in treno raggiungeranno l'Abruzzo per arrivare a destinazione su ferro. «Meno fonti inquinanti, meno costi di manutenzione delle infrastrutture, puntiamo sulla sostenibilità», conclude Renzi.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it