Le due opzioni alla metro emergono nella relazione inviata a Rutelli
L'Aquila. «E' emersa l'assoluta necessità di evitare il proseguimento delle opere di realizzazione della tranvia secondo il tracciato previsto dal Comune e di studiare un percorso alternativo e/o la possibilità di completare il percorso con navette elettriche». Questo quanto contenuto nella relazione del Direttore generale centrale ai Beni architettonici Roberto Cecchi inviata al ministero ed agli Enti competenti. Un'altra brutta tegola per la metropolitana di superficie già alle prese con altre questioni. «La lettera del Direttore Generale Cecchi - spiega Gianfranco Cerasoli - segretario generale Uil-Beni Culturali - tra l'altro è importante poichè chiarisce, se ve ne fosse stato bisogno, ma questo vale per Di Paola, che il sopralluogo effettuato sul tracciato della metropolitana lo scorso 26 luglio, non era affatto privato, anzi».
Sempre nella stessa nota Cecchi ricorda ancora che proprio con il direttore regionale Di Paola si è convenuto che una volta esaminato il progetto esecutivo trasmesso dal Comune, peraltro non completo perchè mancano alcune tavole, lo stesso Direttore Regionale per l'Abruzzo ne «avrebbe chiesto la sottoposizione al parere al Comitato tecnico scientifico, la cui prossima riunione è prevista per martedì prossimo. «Ora dalla lettura della nota- continua Cerasoli - emerge chiaramente che da un punto di vista tecnico relativamente agli aspetti della tutela, la metropolitana non può passare a via Roma e occorre ripensare ad un tracciato diverso. Pertanto il contraddittorio con il Comune può anche andare avanti, ma noi riteniamo che gli amministratori debbano prendere cognizione, e siamo ancora in tempo, che tale mostruosità debba essere ripensata perchè ne va del futuro della città. Se a questo aggiungiamo anche il fatto che il nucleo tutela dei carabinieri di Roma, ha depositato tutta la documentazione riferita ai sopralluoghi effettuati, qualunque amministratore oculato dovrebbe iniziare a riflettere seriamente». Infine una domanda al direttore Di Paola. «Chiediamo per quale motivo sta ritardando nell'inviare tutta la documentazione al Ministero affinchè il Comitato tecnico scientifico possa esaminarlo con tutta la terzietà necessaria che il caso richiede. Certo è molto grave che per colpa di Di Paola il Comitato Tecnico Scientifico, convocato per martedì, non possa procedere all'esame per mettere la parola fine ad una vicenda che comunque vada dimostra il grado di inciviltà culturale degli amministratori della città che hanno permesso questi danni al patrimonio culturale cittadino».