PESCARA - «Dopo 365 giorni non c'è alcuna idea dell'Abruzzo». E' l'accusa con cui il gruppo consiliare regionale del Pd avvia la campagna di informazione contro la Regione "inChiodata". Dopo un anno di governo di centrodestra il Pd espone la sua verità sui conti che hanno indebitato l'Abruzzo. A cominciare dalla sanità: secondo i democrat dal 2000 al 2009 i debiti del sistema sanitario, contenuti nel Dpe, il documento di programmazione economica e finanziaria approvato di recente, sono saliti da 173,3 milioni di euro ai 2.250 del 2009. Il debito complessivo regionale dai 558,6 milioni di euro del 2000 ai 3.500 dell'anno scorso. «Le tasse aumentate dalla Giunta di centrosinistra negli anni 2006-7 (dai 2.300 milioni di euro del 2006 ai 2.655 dell'anno successivo) -ha spiegato Giuseppe Di Pangrazio- sono dovute alle numerose convenzioni già stipulate dal precedente governo Pace, e in completa assenza di leggi, obbligando il centrosinistra all'aumento delle tasse contro la destra che disastrava le casse. Invitiamo ora Chiodi ad abbassare le tasse e a riconoscere che anche la nostra era una decisione dovuta e non voluta». Il risanamento, secondo il Pd, è avvenuto per effetto dei piani di rientro, sanitario e di riordino delle rete ospedaliera iniziata nel 2008 con effetti nel 2009: la Giunta Chiodi non ha ancora adottato nessun correttivo. La riduzione del debito complessivo nel 2008 è stata di 243,5 milioni, mentre nell'anno 2009 la detrazione è stata di ulteriori 263,9 milioni. Sul fronte lavoro non va meglio: «L'Abruzzo è tornato indietro di 15 anni -aggiunge Di Pangrazio- con l'8,1% di disoccupazione (8,7% la media nazionale), i lavoratori e le imprese sono stati lasciati soli. Persi in un anno 32mila posti di lavoro, e nell'Aquilano la voce "terremoto" non ha inciso più di tanto». La lista nera del centrodestra è caratterizzata da mancanza di riforme, 27 enti commissariati e fermi (tra cui 6 Ater, consorzi industriali, Arssa, 6 Ato). Sul sociale, per i democrat, sono stati dimezzati i fondi, lasciati soli gli enti locali, con tempi incerti sui fondi Fas. Nessuna soluzione per Villa Pini. Non ancora revocati i ticket. Per il Pd è necessaria una legge sulla ricostruzione aquilana con un diverso coinvolgimento delle imprese e un osservatorio. «Avvieremo una mobilitazione generale -ha detto il capogruppo regionale Pd, Camillo D'Alessandro- e faremo conoscere tutte le nostre 24 proposte, a cominciare da quelle sull'artigianato e sul piano energetico».