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Pescara, 24/04/2026
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Data: 24/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Atlantia-Abertis, gli spagnoli vendono. Nascerebbe maxi polo delle autostrade. E su Telecom-Telefonica si accelera

La Dragados di Florentino Perez cederebbe la propria quota del 25% agli italiani. Il ruolo di Mediobanca

ROMA - I dossier sulla fusione Atlantia-Abertis e Telecom-Telefonica viaggiano insieme. E, nonostante le smentite di rito, l'accelerazione sul versante telefonico è stata impressionante in queste ore. I soci di Telco hanno infatti rotto gli indugi e, dopo l'uscita dei Benetton dal sodalizio che controlla Telecom, hanno puntato dritto su un matrimonio con il partner industriale spagnolo. La modalità tecnica potrebbe essere proprio la fusione tra Telco e Criteria, la holding che fa capo alla banca spagnola Caixa che possiede il 5% di Telefonica. E' stato invece categoricamente escluso un aumento di capitale.
Alla società guidata da Franco Bernabè serve infatti una prospettiva industriale nuova per uscire dall'impasse. Un piano che i soci di Telco, banche e assicurazioni, ritengono urgente proprio perchè senza i Benetton (la loro uscita è costata del resto una minusvalenza di circa 1,3 miliardi) ora manca un partner privato industriale. E Generali e Intesa non sono disposte ad impegnarsi ulteriormente, in tempi di crisi, in un progetto «non core». L'uscita di scena del gruppo di Ponzano Veneto è stata insomma la miccia. Che sta innescando una reazione a catena. Mediobanca, con il suo amministratore delegato Alberto Nagel e il suo collega in Spagna Borja Prado, stanno studiando come mettere a posto il puzzle, ha accelerato a sua volta sul fronte Abertis. Il gruppo spagnolo sta infatti esplorando la possibilità di far nascere una maxi polo delle autostrade. Stessa idea che hanno anche i Benetton. Secondo quanto risulta al Messaggero, Dragados, la società di Florentino Perez, sarebbe pronta a cedere agli italiani la propria quota in Abertis pari al 25%. Abertis - secondo quanto pensano in Mediobanca - dovrebbe quindi fondersi con Atlantia (in cui potrebbero confluire anche Gemina e Adr vista la partecipazione di Abertis in diversi aeroporti europei). Il super-polo, a maggioranza italiana, avrebbe la più grande rete infrastrutturale d'Europa. Lo schema finale vedrebbe gli spagnoli della Caixa, attualmente maggiori azionisti di Abertis, al 20% e gli italiani oltre il 30%. Si tratta, ovviamente, di un progetto allo studio. Ma l'omogeinità dei soci, la Caixa è socia sia di Abertis che di Telefonica, faciliterebbe un epilogo positivo. Del resto il presidente del gruppo leader delle infrastrutture in Spagna, Salvador Alemany Mas, è espresso proprio dalla banca iberica. Ed è lui che sta spingendo in queste ore. Gli azionisti istituzionali vogliono infatti una nuova mission per Abertis, che vive una fase interlocutoria, dopo il fallimento di una operazione di crescita negli Usa. Insomma, sulla necessità di sbloccare i due dossier stanno convergendo più interessi.
Sul fronte delle tlc, Telefonica garantirebbe a Telecom un futuro industriale aggressivo, di crescita, sistemando anche le cose in Sud Amarica. Su quello del polo autostradale, il matrimonio con Abertis, a maggioranza italiana, riequilibrerebbe la situazione complessiva, che terrebbe conto quindi dei sacrifici dei soci italiani sul fronte della telefonia.
Per il governo italiano, che guarda con favore alle due operazioni in nuce e che vuole garanzie, il risultato finale sarebbe più che soddisfacente sul piano europeo. Anche perchè sul fronte della rete di tlc, vero snodo cruciale, l'esecutivo si sta muovendo con forza per creare quella di nuova generazione, necessaria per far fare un salto di qualità al Paese. Rete strategica che resterebbe ovviamente sotto il controllo italiano.

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