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Pescara, 24/04/2026
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Data: 25/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Le due facce del "lavoro difficile": le autolinee Paolibus e il supermarket

SULMONA- Tutela dei posti di lavoro. E' questa la parola d'ordine per l'anno appena cominciato in Valle Peligna. Così, se da un lato Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uilt-Uil hanno messo in atto la prima fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione con la società Paolibus che sta dando prova, giorno dopo giorno, "solo" di incertezze per il futuro; dall'altra, gli esercenti del centro commerciale "Ovidio" di Sulmona, che da più di un anno hanno visto rallentare drasticamente gli introiti dopo il fallimento del centro alimentare che fungeva da trazione, hanno chiesto al sindaco Fabio Federico «di valutare la seria e reale possibilità di trasferire tutte le loro strutture all'interno del nuovo parco commerciale che verosimilmente sorgerà nell'ex sito Finmek». Unica soluzione, a sentire i commercianti, per non essere costretti ad abbassare definitivamente la saracinesca. Sono necessarie delle risposte, dunque. Per questo, se di fronte a quella che le parti sociali definiscono, riferendosi alla Paolibus, una situazione pericolosa, aggravata da una forte crisi e chiedono una «soluzione immediata e decisioni urgenti senza le quali sono a rischio il futuro dell'azienda e decine di posti di lavoro» mentre parlano di un «immobilismo non giustificato delle istituzioni in merito ad una vicenda per cui si era convenuto un percorso che, in tempi brevi, avrebbe portato all'incorporazione della Paolibus da parte di Arpa»; gli esercenti del centro commerciale Ovidio hanno (ovviamente) già incassato il primo si da parte dell'imprenditore marsicano Antonio Rubeo. Ma, il proprietario dell'ex sito Finmek, al momento, non può far altro che attendere gli esiti della prossima conferenza dei servizi per poter "accogliere" quanti hanno già manifestato il bisogno di trovare una nuova sede. Sul fronte Paolibus i sindacati puntano il dito anche contro chi non ha convocato nei tempi concordati il tavolo tecnico promesso: «la situazione della Società va risolta e anche in tempi brevi, soprattutto per il cronico problema della vetustà dei mezzi e le difficoltà a garantire sugli stessi le attività di manutenzione, per la difficile gestione del personale che opera nei bacini diversi nonchè le conseguenze negative sui bilanci e sull'occupazione a seguito del terremoto del sei aprile scorso».

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