GIULIANOVA - Biglietteria chiusa, macchinette automatiche dei biglietti fuori uso (tre su tre) e caos di passeggeri, infuriati, alla stazione di Giulianova. E' accaduto domenica pomeriggio, quando due giovani coniugi giuliesi hanno deciso di fare una passeggiata a Pescara. Ma non in auto, in treno. Si sono recati alla stazione e, come previsto, la biglietteria era chiusa e un avviso invitava a ritirare i biglietti dai distributori automatici. Ma ecco la sorpresa. c'erano ben tre distributori, ma tutti e tre con un bell'avviso scritto in bianco su sfondo rosso: "Fuori servizio". Chieste informazioni ad un poliziotto della Ferroviaria, lo stesso ha detto loro che potevano acquistare i biglietti nei locali della biglietteria Arpa sul piazzale.
Con molta buona volontà, si sono recati in biglietteria, dove hanno trovato una signorina che stava discutendo con l'addetto. «Era successo raccontano i due coniugi che la viaggiatrice aveva acquistato il biglietto via Internet, pagandolo con carta di credito, e giustamente chiedeva che le venisse consegnato. L'addetto le ha ripetuto, a suo dire per l'ennesima volta che a lui di Internet non importava un bel niente e che se la signorina voleva partire il biglietto doveva acquistarlo da lui e pagarlo, altrimenti niente da fare, sarebbe rimasta a terra. Esasperata, la giovane, dovendo assolutamente partire, si è decisa ad acquistare il biglietto, pagandone il prezzo che risulterebbe maggiorato e se n'è andata decisamente molto arrabbiata». Quando è toccato ai due giuliesi, hanno pagato i due biglietti per Pescara 6 euro, anziché 5 (2,50 x 2, più 20%). La spiegazione è stata che la differenza rappresentava l'aggio per l'Arpa. Allora uno si domanda: se la consegna del biglietto e la riscossione del prezzo relativo richiedono lo stesso tempo e la stessa "fatica", perché si applica l'aggio in percentuale? Non sarebbe più giusto far pagare una cifra fissa per ogni biglietto? Si pensi a quanto dovrà pagare chi, con la biglietteria chiusa e le macchinette non funzionanti, dovesse recarsi a Milano. Comunque è una situazione gravissima, la quale, a quanto si sa, accade molto più spesso di quanto si possa pensare. Che figura faremo con i turisti quando verrà l'estate?