TERAMO - Il "Libro nero" sulle ferrovie abruzzesi scritto dalla Federconsumatori si arricchisce di un nuovo paragrafo. Ieri mattina, infatti, il treno Teramo-Pescara delle 6,30 è stato soppresso. «I pendolari - afferma Pasquale Di Ferdinando, presidente dell'associazione - non sono stati lasciati a piedi, ma, dopo un po', hanno trovato un pullman che era stato messo a disposizione per il trasporto. Questo elemento non è certo una scusante per le Ferrovie, anzi: dimostra il fatto che la soppressione del treno non è stata dovuta ad un guasto improvviso ma che è stata in qualche modo programmata, senza però darne notizia in alcun modo ai pendolari, che come sempre hanno dovuto apprenderla sul posto, subendo il ritardo. Si tratta di un problema purtroppo non legato ad un fatto episodico». Di Ferdinando denuncia anche le pessime condizioni della stazione di Teramo, dove da ben un mese l'unica biglietteria, per giunta automatica, è rotta. «Sono troppi i disagi che i pendolari sono costretti a subire quotidianamente - aggiunge il presidente regionale di Federconsumatori -. Eppure l'assessorato Regionale ai Trasporti sta per firmare con Trenitalia un nuovo contratto di servizio che prevede un aumento di 12 milioni di euro a carico della Regione, con un'offerta di servizi inalterata». Tino Di Cicco della Federconsumatori, punta anche il dito contro la lentezza dei treni. «Per fare un esempio- afferma- basta dire che negli anni Ottanta il treno Pescara-Teramo impiegava 50 minuti, attualmente invece 70-75. Insomma, col passare del tempo i treni sono diventati più lenti!».