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Pescara, 24/04/2026
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Data: 26/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Comune vuole smontare il Ponte del mare. Foschi: «Via venti metri di rivestimento metallico per consentire la pulizia delle fogne»

«Sembra il viadotto del Salinello», sibilava Luigi Albore Mascia quando era capo dell'opposizione. E Salinello alla fine sarà: falliti tutti gli sgambetti possibili, dalla richiesta di stop ai lavori della Regione a cantiere praticamente ultimato alla tentazione del trenino, archiviata l'inevitabile inaugurazione con annesso, molto indigesto invito a Luciano D'Alfonso, ecco finalmente un buon argomento per aggiungere al Ponte del mare la "firma" della nuova amministrazione comunale. Lo brandisce, dopo un vertice con tecnici Aca e neo assessore ai lavori pubblici D'Ercole, il presidente della commissione lavori pubblici, e mancato assessore, Armando Foschi. Incurante della benedizione di Gianfranco Fini, Foschi annuncia lo smantellamento di una parte del carterino di protezione del ponte: è quella struttura di metallo leggero che avvolge la campata conferendo alla struttura la sua cifra estetica. Secondo Foschi e i suoi interlocutori, venti metri di copertura dovrebbero essere rimossi per sempre, lasciando l'opera simbolo di Pescara come un dente cariato sospeso sul fiume. Così, come se nulla fosse. Il motivo, gongola Foschi, è consentire all'Aca, l'azienda che gestisce l'acquedotto, la manutenzione delle pompe di raccolta delle acque nere che si trovano nell'area della Madonnina. E' un'operazione che si svolge una volta l'anno, o più in caso di piogge eccezionali. Il ponte, sentenzia l'assessore mancato, ostruisce il raggio di azione delle gru: «Purtroppo - esulta Foschi - temevamo tali disagi e il Popolo della Libertà li aveva denunciati già durante i lavori». E neanche sfiorato dall'idea di cercare una soluzione alternativa per la pulizia delle fogne, certifica: «L'Aca ha ribadito la necessità di rimuovere quella griglia, per almeno 20 metri lineari lungo l'asse del ponte, partendo dalla Madonnina, eliminando la parte bassa del rivestimento e, al limite, individuando una soluzione per conservare la parte alta. Non solo: tale intervento andrà effettuato anche celermente». Pure.
Oltre a una concenzione proprietaria e livorosa della pubblica amministrazione, l'annuncio di Foschi tradisce, come unica urgenza della amministrazione Masci, l'iconoclastia contro l'eredità di D'Alfonso. Nelle carte, dice infatti in una nota il gruppo del Pd, Foschi non è risucito a leggere il piano di manutenzione delle idrovore «che ha previsto, per la parte interessata dall'azione dei mezzi operativi, un diverso sistema di aggancio del carterino di protezione del ponte che ne consente uno smontaggio facile ed in tempi ristretti. L'Aca, subentrata nella gestione del depuratore, deve attenersi a quanto stabilito». E anche il Comune, si spera, con un po' di rispetto per il patrimonio di tutti.

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