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Pescara, 24/04/2026
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Data: 26/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Bonanni: lo sciopero Cgil? Solo politico. Epifani: pronto a revocarlo se il governo accetterà le nostre richieste

ROMA Torna di nuovo in piazza la Cgil. E ci torna ancora una volta da sola. Anzi, no perché l'associazione consumatori e l'Adusbef saranno al suo fianco. Ma non ci saranno Cisl e Uil che hanno risposto con un chiaro e rotondo «no, grazie» all'iniziativa lanciata da Guglielmo Epifani. Il leader della confederazione di corso d'Italia ha annunciato uno sciopero generale di quattro ore per il 12 marzo, accompagnato da manifestazioni in tutta la penisola. Al centro della protesta la questione fiscale che - parole di Epifani - continua a penalizzare le classi più deboli, in particolare lavoratori dipendenti e pensionati, la richiesta di allungare il periodo di indennità di disoccupazione e incrementare l'importo della cassa integrazione.
Si tratta, in effetti, di richieste contenute nella proposta che la Cgil ha inviato nei giorni scorsi al governo, ma che non hanno avuto riscontro. L'iniziativa del maggiore sindacato italiano - qualunque sarà l'impatto - un risultato lo ha già ottenuto, quello di ampliare le distanze con Cisl e Uil che ormai da tempo veleggiano su rotte opposte. Non per niente Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti hanno ufficializzato il loro disaccordo. Non ce n'era bisogno, ma ribadirlo è stato un atto politico-sindacale. «Ognuno è libero di fare ciò che vuole - ha puntualizzato il numero uno della Cisl - ma noi pensiamo che sia un errore proclamare uno sciopero durante la campagna elettorale. Questo fatto rischia di portare acqua al mulino di coloro che non vogliono la riforma fiscale. E' pericoloso confondere l'azione del sindacato con quella dei partiti». A via Po fanno anche notare che quello indetto dalla Cgil è il primo sciopero negli ultimi trenta anni che si svolgerà nel pieno di un confronto elettorale.
Sulla stessa linea Luigi Angeletti che ha parlato di «sciopero preventivo. Si tratta semplicemente di un gesto politico. E poi la Cgil uno sciopero lo aveva già fatto uno poco tempo fa». Una protesta che i leader della Cisl e della Uil giudicano anche inopportuna - e per questo motivata da ragioni politiche - in quanto l'esecutivo ha già dato la sua disponibilità ad aprire un tavolo di confronto proprio sulla questione fiscale. Per Bonanni e Angeletti, insomma, sarebbe meglio avviare una trattativa prima di sfoderare le spade. «Nessuno sciopero preventivo - ha replicato Epifani - tanto è vero che siamo pronti a revocarlo qualora il governo dovesse venire incontro alle nostre richieste. Circa tre settimane fa abbiamo inviato una nostra proposta di riforma fiscale a palazzo Chigi, ma stiamo ancora aspettano una risposta».

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