ASCOLI PICENO. Un logo e una serie di protocolli d'intesa tra gli enti: sono questi i primi passi suggeriti dal convegno "Quadrilatero Piceno-Aprutino: realtà o memoria?" per unire strategicamente e rilanciare un territorio che possiede 45 chilometri di costa, due parchi nazionali (Sibillini e Gran Sasso-Laga), sette facoltà universitarie, migliaia di imprese, centri storici di fascino.
IL PROGETTO. Trent'anni dopo si torna dunque a parlare del Quadrilatero, vale a dire la realtà metropolitana a cavallo tra Abruzzo e Marche costituita dai territori di Teramo, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Giulianova.
Un'area che già i Romani, in epoca augustea, avevano unificato nella Quinta Regio.
Il Quadrilatero sembrava un'idea sepolta, che invece venerdì scorso è stata riesumata dal convegno organizzato ad Ascoli dai Lions club delle quattro città e della Val Vibrata.
L'INCONTRO. All'incontro, a palazzo dei Capitani, erano invitati i rappresentanti degli enti chiamati a concretizzare la sinergia: Province, Comuni, Camere di commercio, Confindustria di Ascoli e Teramo, Consorzio universitario piceno, distretto industriale Vibrata-Tordino, Tercas, Banca picena truentina.
Per Teramo erano presenti, tra gli altri, il presidente Lions Antonio Tancredi, l'assessore comunale Giorgio D'Ignazio, l'architetto Franco Esposito, il consigliere regionale Claudio Ruffini, il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro.
Per gli ascolani, tra gli altri, erano presenti il presidente della Provincia Piero Celani (che ha portato l'esempio del Quadrilatero Umbria-Marche) e il deputato Udc Amedeo Ciccanti.
Tramortita dal distacco di Fermo, che ha costituito provincia a sé, e dalla perdita del ricco distretto calzaturiero, ora sembra soprattutto Ascoli interessata a rilanciare l'idea del Quadrilatero. Ma una strategia comune in tema di infrastrutture, economia, istituzioni accademiche, turismo, farebbe comodo, è emerso dal convegno, a tutto il territorio piceno-aprutino, anche per bilanciare i due forti poli confinanti, Ancona a nord e Chieti-Pescara a sud.
LA VIABILITA'. Sul nodo infrastrutture è arrivata, provocatoria, la proposta di Ciccanti: far pagare il pedaggio sulle superstrade Ascoli-mare e Teramo-mare per trovare le risorse necessarie al prolungamento della San Nicolò-Garrufo sino a Pedaso. «A causa del federalismo fiscale non avremo mai risorse dallo Stato», ha detto nel corso dell'incontro, «bisogna procedere col project financing, come è stato fatto in Lombardia per la BreBerMi, l'autostrada Brescia-Bergamo-Milano».
Un'idea a cui, secondo Ciccanti, sarebbe interessato il gruppo Toto.
Il consigliere regionale Ruffini ha invece ricordato l'importanza di una strategia turistica comune e la necessità di collegare la pista ciclopedonale dalle sette città costiere teramane alla pista che da San Benedetto del Tronto va verso Grottammare e Pedaso.