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Pescara, 15/05/2026
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Data: 08/09/2006
Testata giornalistica: Il Centro
La Di Lorenzo scopre le carte. Denuncia della presidente: irregolarità nella Sangritana. Nuovo assistente, Valente (Fp) torna a chiedere le dimissioni

LANCIANO. Alla fine la presidente Sangritana ha ceduto. Altro che situazione tranquilla e con i conti a posto, come aveva detto pochi giorni dopo il suo insediamento tanto da spingere il suo predecessore Marino Ferretti (An) ad autoelogiarsi pubblicamente. Loredana Di Lorenzo, colpita dalle polemiche sulle nomine e dagli attacchi politici, esce allo scoperto, rovescia tutto e afferma di aver trovato «una situazione con gravi irregolarità» nella società di trasporti.
La denuncia la presidente la affida a un comunicato che vuole essere di replica alle accuse lanciate dall'Udc. Di «corsa alle poltrone» e di «gestioni allegre» avevano parlato i consiglieri regionali Udc Giorgio De Matteis e Mario Amicone riferendosi anche al nuovo contratto da 5mila euro al mese (e 2.500 di rimborso spesa) per l'assistente della presidente Piero Carducci (direttore di Abruzzo Lavoro).
«Ma dove stava l'attuale consigliere regionale Mario Amicone che ricopriva l'incarico di assessore regionale ai trasporti durante la presidenza Sangritana di Marino Ferretti quando si operava in modo tutt'altro che trasparente?», domanda ora la Di Lorenzo.
Sulla Sangritana, secondo la presidente, pesa eccome l'eredità di Ferretti. «Sono entrata in un'azienda dove tutto era concentrato nelle mani del presidente, vero e unico responsabile della Sangritana, unico titolato a firmare l'aggiudicazione delle gare e degli appalti, nonché unico responsabile dei procedimenti relativi ad appalti milionari», afferma adesso la presidente, «ho trovato un verbale di ispezione della guardia di finanza da cui, da una prima lettura, emerge un quadro preoccupante che potrebbe pregiudicare anche alcuni progetti in atto. Carte e documenti parlano dunque di una situazione con anomalie ai limiti della legalità, una struttura assolutamente non organizzata secondo gli elementari criteri di una società pubblica». Loredana Di Lorenzo prova a fare anche un elenco: nella Sangritana non esisterebbero aggiornamenti per il mansionario dei dirigenti fermo agli anni Novanta, così come la pianta organica dell'azienda, che parla di 220 dipendenti quando in realtà sono più di 400. «E questo», continua, «senza che sia stata mai effettuata una verifica dei carichi di lavoro, non esiste inoltre nessun nucleo di valutazione, né è stato mai adottato alcun serio controllo di gestione». La Di Lorenzo ripete poi che la scelta di Carducci è avvenuta in base ai curricula pervenuti. Cosa quantomeno dubbia secondo Pino Valente (presidente dell'associazione Frentania Provincia) che torna a chiedere le dimissioni del Cda Sangritana e il ritiro dell'assunzione. «La scelta della Di Lorenzo appare compiuta già prima della pubblicazione del bando e può essere interpretata come atto di riconoscenza verso chi l'aveva scelta per lo svolgimento delle proprie attività professionali», spiega Valente.

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