Il terremoto ha fatto venire a galla le incapacità già evidenziate prima dell'evento da molti sindaci ed amministratori e la mancanza di una cultura delle scelte condivise e dell'interesse pubblico. E' sufficiente guardarsi intorno per capire quali amministratori si sono dimostrati all'altezza della situazione. Quelli incapaci demandano alla protezione civile o ad altri funzionari ritardi o scelte disastrose quali la costruzione di moduli abitativi rimovibili realizzati nel nostro Comune non solo in ritardo rispetto a quelli costruiti nel cratere, ma con caratteristiche che evocano più baracche di lager o capannoni utilizzati per usi agricoli. La stessa localizzazione è discutibile sia perché posizionati in zone umide e diffusi a macchia di leopardo, il che renderà difficile riconvertirli ad usi comunitari (case per anziani, per studenti, per fini turisti o per realizzare un albergo diffuso).
La quasi totalità dei Comuni del cratere, meno quello Tornimparte, hanno ritenuto prioritario edificare o ristrutturare le scuole ricorrendo a tecniche di ingegneria anti sismica, anche in presenza di edifici con danni lievi. La logica della prevenzione non solo consente di evitare disastri, ma anche di realizzare strutture ad usi collettivi di lunga durata. Il risultato negativo delle scelte è stato pagato dai genitori i quali per, proteggere i loro bambini, hanno preferito trasferirli in edifici scolastici lontani.
A Lucoli l'amministrazione è riuscita a localizzare nel suo territorio una struttura di ricerca dell'Università dell'Aquila. Questo Comune ha recepito ed approvato un progetto per la riforestazione che era stato presentato sia alla amministrazione attuale di Tornimparte che a quella precedente. Pizzoli costruirà un impianto per lo smaltimento di rifiuti" dissociatore molecolare" che non produce diossina, ma concime per usi agricoli ed elettricità gratuita per i cittadini.
Non parliamo di come è stata gestita la ricostruzione di "Ponte S, Giovanni", lungaggini nella realizzazione, tipologia adottata, larghezza inadeguata della sede stradale a dispetto della sua funzione strategica, visto che oggi la città si è spostata verso l'area di Sassa, il che rende più veloce il raggiungimento dell'autostrata utilizzando il nostro casello e tenuto conto che in futuro, sempre che la variante di Villagrande di Tornimparte venga realizzata, questo asse stradale sarà strategico per l'intera conca aquilana, perché lo collegherà alla super strada che va verso Amatrice.
A nove mesi dal sisma l'amministrazione di Tornimparte ancora non ha adottato un piano di delimitazione dei centri storici, piano che la legge De Matteis prevedeva come vincolante per ottenere finanziamenti per il loro recupero. Nonostante le sollecitazioni e le indicazioni di tecnici ed amministratori non fu mai realizzato e furono persi finanziamenti che potevano essere utilizzati per il recupero che avrebbe permesso di limitare i danni del terremoto. Lo stato attuale richiederebbe una velocizzazione nel predisporre il piano che ancora non s'intravede.
Solerte però l'amministrazione quando ha gestito, in maniera che chiamare disinvolta ed amicale è un eufemismo, gli aiuti alimentari ( pastificio De Cecco).
Per fortuna che quest'inverno non è stato così freddo, almeno fin o ad ora, perché altrimenti le persone, soprattutto quelle anziane, non avrebbero potuto utilizzare la legna che è stata distribuita a perfino a novembre.
Che dire dell'autonoma sistemazione che gli amministratori hanno spinto a richiedere anche quando non competeva ed ora molti cittadini nonostante il rassicurante" ci penso Io" dovranno restituire. Lo steso metodo paternalistico e logoro è stato utilizzato per consentire la costruzione le "casette di legno" ed ora, trascorsi pochi mesi, l'amministrazione sembra stia notificando gli avvisi di demolizione!
Per valutare la capacità amministrativa sarebbe sufficiente confrontare le promesse esposte nei programmi delle due ultime tornate elettorali (acqua di S.Rocco, laghetti montani, variante, area artigianale, campo di rugby), con la realtà. Il paradosso consiste nel fatto che questa amministrazione pur criticando i metodi utilizzati dal presidente del consiglio, ne fa uso ed abuso.
In questi otto anni di amministrazione Tornimparte non solo ha perso tutti i treni possibili, ma l'immobilismo ha fatto regredire il comune dal punto di vista socio-economico, democratico e di partecipazione alla vita pubblica.
Meno male che sono attive la pro loco e le associazione culturali e sportive nonchè le originali e lodevoli iniziative dei singoli cittadini che rivitalizzano un po' la popolazione e la cultura.