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Pescara, 24/04/2026
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Data: 27/01/2010
Testata giornalistica: Il Centro
«La Tav sulla linea Roma-Pescara». La proposta del primo cittadino inviata al ministro delle Infrastrutture Matteoli. «Pronti a ospitare l'alta velocità bocciata nella Val di Susa»

Per Federico la realizzazione del progetto potrebbe rappresentare una grande occasione di rilancio per tutto l'Abruzzo

SULMONA. Mentre la Val di Susa dice no alla Tav, c'è chi offre ospitalità alla linea di alta velocità ferroviaria chiedendone lo spostamento sulla tratta Roma-Pescara. La propost del sindaco Fabio Federico è stata inoltrata al ministro delle Infrastrutture e trasporti, Altero Matteoli.
Una Tav in grado di collegare in tempi rapidi Pescara e la Capitale potrebbe rappresentare, secondo il primo cittadino, un'infrastruttura importantissima per rilanciare la terremotata economia dell'intero Abruzzo. «Caro Altero» scrive Federico «prendo atto della imbarazzante situazione della Val di Susa per la realizzazione della Tav. Una innovazione consistente nella realizzazione dell'Alta velocità ferroviaria Torino-Lione, che aprirebbe le porte ad un futuro di sviluppo e di benessere per tutto il Nord Italia, viene boicottata e lasciata passare per uno sfregio all'ambiente. Non credo» aggiunge il sindaco «che esistano mezzi più ecologici dei treni che sicuramente sono da preferirsi agli inquinanti mezzi di trasporto su gomma, eppure si continua a contestare l'opera». Opera che, invece, il sindaco Fabio Federico, vedrebbe bene nel proprio territorio per dare nuovo slancio ad un'economia e ad una situazione occupazionale già in forte affanno e uscita ancor più compromessa dal sisma. «Credo di poter interpretare il pensiero di grandissima parte dei miei corregionali» prosegue il primo cittadino «immaginando che un'opera simile, realizzata nel nostro territorio, esattamente tra Roma e Pescara, sarebbe in grado di offrire delle risposte serie e concrete all'intero Abruzzo terremotato e sofferente. È senz'altro una provocazione quella di proporTi di realizzare l'opera in Abruzzo» conclude «ma talvolta dalle provocazioni nascono le idee più grandi».

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