La questione non è più "filovia sì o no", ma "come". All'indomani della consegna delle aree dell'ex tracciato ferroviario alla Gtm, il gruppo consigliare del Pd torna a ribadire le sue perplessità in merito alle modalità di realizzazione di un'opera che cambierà radicalmente la viabilità metropolitana. Insieme a loro, questa volta, anche i consiglieri pd di Montesilvano e Francavilla. «Non abbiamo visionato il progetto definitivo - ha spiegato il capogruppo, Marco Alessandrini -. Sono tante le domande e pochissime le risposte e, la nostra paura, è che la filovia si possa andare ad aggiungere alla lunga lista di opere pubbliche che diventano cattedrali nel deserto». Ma il timore ancor più forte è che una volta riusciti a togliere il vero cappio, la ferrovia, che ha strangolato Pescara e Montesilvano, se ne crei uno nuovo. Perché è chiaro che i passi che si fanno oggi determineranno il tessuto urbano di domani. «Sono quattro le domande che noi ponemmo al sindaco Mascia durante il consiglio straordinario del 16 novembre scorso - ha spiegato Gianluca Fusilli -: conoscere il quadro economico-finanziario, la posizione degli attraversamenti, se la filovia si assommerà o no all'attuale trasporto pubblico e se si può cambiare tracciato. A queste domande non abbiamo mai ricevuto risposta». Un vizio di forma, ma anche di sostanza che secondo il Pd si va ad aggiungere alla mancata ottemperanza della mozione, votata lo scorso luglio, che impegnava la Giunta a presentare in Consiglio il progetto esecutivo. Spiega Fusilli: «Il Comune, mettendo a disposizione della Gtm le aree della strada Parco, ha usurpato il ruolo che spettava al consiglio». Per tutti questi motivi il Pd ha inviato al Prefetto e al Presidente Di Biase una lettera, e oggi avanza la richiesta di aprire un tavolo tecnico con la società presieduta da Michele Russo. «Ma non finisce qui, gli interrogativi sono anche altri - ha aggiunto Camillo D'Angelo -. Nel 2008, l'allora presidente Renzetti disse che i costi della filovia sarebbe stati sostenuti in parte dagli utenti, 20 per cento, e in parte, 80 per cento, con finanziamenti della Regione». Aboliti gli autobus 38 e 2, in altre parole, quei fondi sarebbero stati usati per coprire i costi del nuovo mezzo di trasporto pubblico. «Ma Michele Russo - ha invece parlato di pareggio finanziario, costi e ricavi pari a 2milioni di euro. Possibile?» Diversi i problemi sollevati da Adriano Chiulli, capogruppo pd Montesilvano: «Se la filovia non raggiungerà uffici, enti pubblici, il suo bacino di utenza è ridotto ai minimi termini e non può giustificare una spesa di 32milioni di euro. Senza considerare l'impatto sul territorio: Montesilvano tornerà indietro di vent'anni: che ne sarà di viale Europa?». E mentre a Montesilvano si attende, da due mesi ormai, la convocazione del Consiglio straordinario il paradosso è che «a Francavilla non se ne discute proprio della filovia», secondo il consigliere pd Paolo Galasso. Una questione non da poco se si pensa che, per essere davvero utile al decongestionamento del traffico metropolitano, la filovia dovrà, un giorno, arrivare fino a Silvi.