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Pescara, 24/04/2026
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Data: 27/01/2010
Testata giornalistica: Pagine d'Abruzzo
Filovia i chiarimenti di Fiorilli. Dopo la conferenza stampa del Pd l'assessore alla Mobilità Berardino Fiorilli risponde alle accuse. Pd: "Di Biase convochi un consiglio comunale"

"L'amministrazione comunale di Pescara ha fornito ogni genere di chiarimento in merito ai lavori di realizzazione della filovia che entro due anni collegherà Pescara con Montesilvano. Il progetto definitivo è a disposizione dei cittadini e del passato governo di centro-sinistra dal 2007, depositato nei cassetti del Comune. Il progetto esecutivo è stato presentato addirittura l'8 agosto del 2008, concedendo dunque ampio margine di approfondimento e riflessione. lo stesso approfondimento che abbiamo effettuato nel corso del Consiglio comunale svoltosi in seduta aperta lo scorso novembre. Ormai è finito il tempo delle incertezze, dei tentennamenti e dei rinvii: il nuovo governo comunale ha sempre creduto nelle potenzialità di tale intervento e ieri abbiamo formalmente consegnato le aree alla stazione appaltante, la Gtm, per l'apertura del cantiere". Lo ha ribadito l'assessore alla Mobilità Berardino Fiorilli commentando l'odierna conferenza stampa del Pd, tesa a bloccare ancora una volta l'opera.

"La nostra amministrazione ha avuto il coraggio di firmare quell'atto amministrativo rinviato per sei anni - ha sottolineato l'assessore Fiorilli -, ossia la consegna dell'intero asse dell'ex tracciato ferroviario alla Gtm per consentire la costruzione di un mezzo di trasporto pubblico di massa non inquinante, veloce, leggero e a basso impatto ambientale, realmente alternativo all'uso del mezzo privato, e che ci consentirà concretamente di ridurre al minimo quell'enorme flusso di auto che ogni giorno, oggi, entra a Pescara da nord, ossia 120mila veicoli. Ieri, al momento della firma, abbiamo ripercorso il lunghissimo iter che ha fatto slittare per nove anni la realizzazione dell'infrastruttura, dalla firma del primo Protocollo d'Intesa, dinanzi al Ministero, il 24 gennaio 2001, sino a ieri, con due lunghissime sospensioni: la prima nel 2002, dopo l'erogazione del maxi-finanziamento di 60miliardi di vecchie lire da parte del Cipe, poi di nuovo nel 2007, quando la Gtm, che comunque aveva continuato a lavorare sull'ipotesi di intervento, ha inviato al Comune il progetto definitivo. Da quel momento Pescara ha vissuto decine di momenti di confronto, di dibattito, di dialogo, che hanno visto protagonista, lo scorso novembre, anche la nuova amministrazione comunale la quale, ottemperando al dispositivo di una mozione approvata dal Consiglio comunale, ha sottoposto all'esame dell'Assemblea e dell'intera città il progetto, dando voce alle associazioni e portando in aula la stessa Gtm che ha illustrato gli aspetti tecnici del progetto. Un momento sicuramente costruttivo che ha poi portato la stessa amministrazione a svolgere il proprio ruolo, ossia fare sintesi tra le diverse posizioni e decidere. Ma solo oggi, dopo otto anni di riflessione, il Pd chiede di valutare la proposta di un progetto alternativo, pur sapendo che non è possibile spostare il percorso della filovia per molteplici ragioni: innanzitutto perché riteniamo che l'utilizzo dell'ex tracciato ferroviario sia la soluzione migliore per consentire al mezzo di attraversare la città passando su un percorso riservato, lo stesso che stiamo già pensando di individuare nel prosieguo della filovia verso sud; inoltre è impossibile adottare simili iniziative oggi senza rischiare di aprire un pesante contenzioso con l'impresa che si è già aggiudicata l'appalto da anni, contenzioso che ricadrebbe sulle spalle dei cittadini, e di perdere gli stessi finanziamenti. Alla città abbiamo già chiarito ogni aspetto della vicenda - ha proseguito l'assessore Fiorilli -, abbiamo illustrato le stime economiche e i costi dell'operazione, ma ovviamente continueremo a confrontarci con il territorio per risolvere le piccole questioni pratiche che dovessero presentarsi nella fase di realizzazione delle opere. La prima è già stata risolta: il cantiere verrà aperto per piccoli lotti funzionali per garantire la fruibilità parziale dell'ex tracciato ferroviario durante le fasi di costruzione della filovia. Il progetto è a disposizione della città e dei consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, è dunque chiaro che qualunque altro Tavolo tecnico di concertazione o di revisione dell'intervento, suonerà come uno sterile tentativo, da parte del Pd, di bloccare un'opera infrastrutturale fondamentale per lo sviluppo del territorio".

Filovia, Pd: "Di Biase convochi un consiglio comunale"

Pescara - A poche settimane dalla consegna delle aree alla Gtm per i lavori, i consiglieri di minoranza tornano a chiedere un percorso alternativo alla strada parco

PESCARA - Il Partito democratico non ci sta. E, nonostante l'avvio dei lavori e la consegna delle aree alla Gtm, torna a chiedere un percorso alternativo alla strada parco per il passaggio della filovia. O quanto meno a verificare se esista questa possibilità. Lo fa chiedendo al Presidente del Consiglio comunale, Licio Di Biase, di dare seguito alla mozione presentata e approvata il 21 luglio 2008 con la quale si chiedeva un consiglio comunale. Non solo: "Il 30 settembre 2009 è stata consegnata al Segretario Generale del Comune di Pescara - hanno ricordato i consiglieri del Pd questa mattina in conferenza stampa - una proposta di delibera di Consiglio per la delocalizzazione del tracciato ferroviario dalla strada parco sul nuovo asse viario tra via Caravaggio, via Enzo Ferrari e il Ponte Nuovo". Tutto ciò in considerazione del fatto che "una volta costruita la nuova strada in via Caravaggio l'intera mobilità cittadina - ha sottolineato Camillo D'Angelo - e i collegamenti con Montesilvano assumeranno una diversa fisionomia. E' dunque pensabile e ipotizzabile, in quest'ottica, una rivisitazione del percorso e un'alternativa alla strada parco". Non si tratta dunque di una mera denuncia formale del Partito Democratico, di rispetto delle procedure amministrative dell'Ente ma di rivisitazione del progetto: una denuncia che rischia di lasciare il tempo che trova, considerato lo stato attuale dei lavori.

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