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Data: 27/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Non rovinate la nostra Tour Eiffel, piuttosto ripulite il fiume»

Ponte sul mare: intervenire o no? Dopo l'annuncio del Comune, che in seguito al vertice con i tecnici dell'Aca vuole rimuovere venti metri di rivestimento della struttura per consentire la manutenzione delle fogne, i cittadini sono divisi. Ma l'ago della bilancia punta più sul no. Nonostante la pioggia Francesca 17 anni e Matteo L.P. di 25 non rinunciano alla loro passeggiata: «Sempre le solite cose - sbottano irritati -, una volta che un'opera è riuscita bene, lasciate perdere. Piuttosto occhio a quello che si vede dal ponte: il fiume andrebbe pulito da scarichi e altri rifiuti». Ce ne sarebbe di lavoro da fare, insomma, per sindaco, tecnici e assessori. «E' uno spreco continuo di soldi - sostiene invece Danilo Ciarrocca -, come il calice in piazza Salotto». Due sorelle, Nicoletta e Gabriella M. mentre fanno la spesa: «Non è giusto, ogni nuovo amministratore vuole far vedere che fa qualcosa in più. Se era prevista la manutenzione delle idrovore e firmati i permessi lo avranno fatto con accortezza. E poi - si domandano - quanto costerebbe questo nuovo intervento?».
«Ce l'hanno sullo stomaco questi della nuova amministrazione - dice sintetico un cittadino -. Abito a Portanuova, non prendo più l'auto e ringrazio chi ha realizzato il ponte». «Spesa inutile - per Antonio Di Fiore -. E' tutta politica». Stesso discorso per Loredana e Roberto che al ponte avrebbero preferito una passerella sul mare come a Francavilla. «Perché non pensano alla gente indigente invece? Si domanda Pierluigi P. «Il ponte è stato fatto per il cittadino - dicono Ennio e Samuele che lavorano in zona -. Non inquina e facilita il collegamento con Porta Nuova, penalizzata. Dopo l'inaugurazione è un via vai continuo, anche col brutto tempo. Oltre allo spreco di denaro, eliminare la struttura in metallo è antiestetico». Uno sfregio che gli amanti del Ponte del mare non sono intenzionati a digerire. Dal mercato ittico Plinio sollecita il Comune al dragaggio e alla pulizia della zona «senza toccare il ponte».
Dal fronte del sì, invece è un pratico Domenico De Risis che sostiene: «Se ci sono questioni tecniche occorre valutarle bene, se si deve intervenire è meglio rendere manifeste le ragioni». «Giusto operare, se serve - dice Sergio Lanterni -. Perché sul ponte non hanno previsto anche la corsia per le auto facilitando la circolazione? Spesa eccessiva solo per il pedonale». «Se c'è stata una carenza progettuale - aggiunge Nicola De Bonis - è giusto metterci mano». «Difetto da correggere, ma lasciando intatta la struttura - chiosa Italo G. dal ?Baretto' -. Che pensino alle strade, piene di buche. Sono di destra, ma devo dare atto al vecchio sindaco che ha fatto molti interventi».
Lo spalleggia P.M., che aggiunge: «Il ponte del mare è per Pescara e l'Abruzzo ciò che la Tour Eiffel è per Parigi. Deturpare non ha senso». Avvelenato un architetto desideroso di mantenere l'anonimato: «E' terribile, non vale la spesa, c'erano altre priorità nella città che realizzare un ponte pedonale. E' solo lo scoop del vecchio sindaco, un modo per mettersi in mostra. L'opera è bella esteticamente, ma una stonatura nel contesto, sembra copiata e messa lì senza un criterio». Ben informato Dario, gestore del Q8: «Se si trova un sistema veloce e facile per la manutenzione è meglio. Avevo notato il problema mentre eseguivano i lavori, forse ci vorrebbe una serie di sportelli. Se il ponte è un simbolo è giusto tenerlo pulito, anche dai rifiuti abbandonati dai cittadini incivili». Dall'enoteca, Aurelio Coltri: «Ho visto un operaio lavorare e non mi sembrava in difficoltà. Se c'è bisogno va bene intervenire. Non lo voleva nessuno il ponte eppure è sempre pieno. Mi piace collaborare col Comune, ma deve essere possibile dialogare e non come fatto per la rotonda di via Paolucci: i vecchi amministratori manco sono stati a sentirci».

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