di NOVELLA DI PAOLO
CHIETI - Sequestro e commissario. Queste le due grosse novità di ieri sul fronte Villa Pini, entrambe venute fuori nell'ambito dell'inchiesta per bancarotta fraudolenta su Vincenzo Angelini. In attesa dell'udienza, in programma il prossimo 9 febbraio, l'azienda è stata posta sotto sequestro. A notificare il provvedimento, già qualche giorno fa, è stata la Guardia di Finanza di Chieti, su disposizione del Gip del tribunale teatino. Lo ha reso noto il governatore dell'Abruzzo Gianni Chiodi, ieri in tarda mattina durante il Consiglio regionale in corso a Pescara, leggendo un documento appena giunto dalla Procura; documento in cui si specifica inoltre che ieri il tribunale di Chieti ha nominato Ugo Zurlo, ex direttore generale della Asl Bassa Padovana, amministratore giudiziario della società Villa Pini. I suoi compiti: controllare i conti, vedere i registri contabili, fare chiarezza su debiti e crediti. «Abbiamo agito su disposizione della Procura - ha detto il comandante provinciale il colonnello Paolo D'Amata - se ne stanno occupando loro». «Non rilascio dichiarazioni - ha poi aggiunto il comandante - la vicenda riguarda molte persone e io rispetto la proprietà».
«Finalmente abbiamo un interlocutore», è stato il commento unanime dei sindacati stanchi della latitanza della proprietà, assente agli ultimi tre incontri istituzionali convocati dalla Regione. «Ora al commissario chiediamo la cassa integrazione in deroga - ha affermato Carmine Ranieri della Cgil - Non conosciamo Zurlo ma siamo fiduciosi, dopo aver constatato la totale inaffidabilità di Angelini».
«Lo stallo della situazione - ha continuato Ranieri - era davvero insopportabile, i centri chiudono, i pazienti se ne vanno e i dipendenti stanno con le mani in mano, in questo modo almeno si dà una accelerata. In tutti i sensi perché presumiamo che spetti poi all'amministratore fare chiarezza e trasparenza sui conti di Villa Pini. Comunque aspettiamo il nove per vedere se il tribunale dichiarerà lo stato di insolvenza e poi penseremo al futuro dei lavoratori e agli arretrati. Ben dieci mesi di stipendio».
Commento positivo anche per la Cisl, che però non risparmia critiche alla proprietà e ai vertici regionali. «Ci voleva un atto di forza per sbloccare la situazione - ha detto Davide Farina della Cisl - Abbiamo dovuto aspettare la magistratura, ma almeno Angelini è stato spazzato via dal campo delle trattative, lui che è stato l'ostacolo maggiore per la salvaguardia dei suoi dipendenti». «La svolta è positiva - ha continuato Farina - e i tempi saranno sicuramente accelerati. Probabilmente anche nella trattativa con la Neuromed. Ma prima di parlare del futuro bisogna che si mettano al sicuro i lavoratori. Cosa che finora non è stata fatta né dalla famiglia Angelini, né dalle istituzioni che di fronte ad un abuso palese, tanto da ritirargli gli accreditamenti, non sono stati capaci di intervenire. Rimandando le decisioni di settimana in settimana- ha concluso Farina- come se i lavoratori mangiassero una volta ogni sette giorni e non tre volte al dì».
Stesse richieste anche dalla Uil, che oltre alla cassa integrazione chiede al commissario la disponibilità a partecipare alle riunioni. «La riunione tra la Regione, i sindacati e l'azienda, che non si è potuta fare per il rifiuto dell'imprenditore a parteciparvi, deve essere riproposta con il commissario- hanno scritto Roberto Campo e Fabio Frullo, della Uil e Uil Funzione Pubblica regionali». Intanto rimane confermato l'incontro in assessorato a Pescara il prossimo ventinove gennaio, deciso proprio per discutere degli ammortizzatori sociali per i dipendenti di Villa Pini. Chissà che Ugo Zurlo non si faccia vedere già in quella occasione.