PESCARA - Un complimento così non se l'aspettavano proprio. Non da Moody's perlomeno, non in questo periodo, non dopo il terremoto. «Io sono molto soddisfatto», dice il presidente della Regione Gianni Chiodi nella sala giunta del Comune di Pescara presa in prestito per l'occasione, tanto al sindaco non serve, sta facendo il corso per la guida sicura. Soddisfatto perchè Moody's ha confermato il rating A2 per l'Abruzzo con outlook negativo, e perchè gli ha riconosciuto l'impegno per il risanamento dei debiti a cui ha fatto fronte nonostante il terremoto la sospensione delle tasse e la crisi finanziaria, porta girevole pronta per l'uso, da tirare in ballo o cancellare, a seconda delle necessità. Chiodi schiera la squadra del Bilancio, l'assessore Carlo Masci che gioca in casa e il presidente della Commissione Emilio Nasuti: «Siamo stati bravi nonostante la congiuntura sfavorevole, tutto merito della nostra politica del rigore».
Sarà. Ma nell'ultimo bilancio annuale pubblicato il 15 gennaio del 2010, le politiche del rigore della giunta Chiodi sono un po' ballerine. All'articolo diciassette, per esempio, dove senza colpo ferire il presidente fa inserire un capitolo nuovo di zecca con uno stanziamento che in un periodo di magra come questo farebbe sussultare qualsiasi economista oculato: 260 mila euro, che poi diventano 230 mila nella scheda del preventivo finanziario decisionale, anomalia inspiegabile, per l'attività di comunicazione istituzionale. "Al fine di migliorare la pubblicità istituzionale e le attività di comunicazione istituzionale attraverso i media locali, nazionali ed internazionali, la Giunta regionale è autorizzata a disporre procedure volte ad instaurare collaborazioni professionali giornalistiche e alla acquisizione di pubblicazioni, spazi pubblicitari e publiredazionali, nonché all'acquisizione di materiali e attrezzature per i servizi di comunicazione", recita l'articolo 17. Agli oneri di questo articolo si provvede, secondo la giunta, mediante lo stanziamento di spesa "di nuova istituzione", chiamato "spese per le attività di comunicazione istituzionale". Per un anno, la Regione spenderà quindi 260 mila euro che sono più di mezzo miliardo delle vecchie lire per farsi pubblicità. E questo non è proprio un bell'esempio di politica del rigore.
Ma di questo stanziamento non c'è traccia nei discorsi, anzi meno se ne parla meglio è. «Tra gli elementi positivi riconosciuti da Mody's - spiega Carlo Masci - l'impegno per la realizzazione del piano di rientro e la riduzione del deficit sanitario e la capacità dimostrata nel far fronte a tutti i pagamenti relativi a mutui e prestiti regionali nonostante il terremoto». «Sono molto soddisfatto», chiosa Chiodi. «Tra maggio e giugno Moody's ha mandato i suoi esperti per verificare la situazione ed era molto preoccupata. Il governo - ricorda Masci - ci aveva offerto la possibilità di rinviare il pagamento dei debiti ma non l'abbiamo fatto e siamo riusciti a rispettare tutti gli impegni. Una scelta che ha pagato. E siamo persino riusciti ad approvare il bilancio entro dicembre, cosa che altre regioni come Veneto e Liguria non sono riuscite a fare». Nei prossimi cinque anni l'Abruzzo potrà contare su risorse pari a 2 miliardi e 400 milioni di euro, «fondi reali e non virtuali», ha precisato Masci. Tutto merito della maggioranza compatta, «di un consiglio regionale meritevole di un bel dieci», di «esperienza negli enti locali» maturata, ricorda Nasuti, da lui e Chiodi come sindaci. Insomma rose e fiori, non subito ma presto: «Entro il 2012 la Regione avrà completato il risanamento finanziario». Vogliono essere d'esempio, però. Il riconoscimento di Moody's non basta, lo dice Chiodi in chiusura di conferenza stampa, prima di correre in consiglio regionale: «Lo stesso rigore che stiamo attuando nell'uso delle risorse pubbliche vorremmo che fosse attuato anche da parte di tutti gli altri enti, associazioni, comitati che hanno a che fare con la Regione. Tutti insieme dobbiamo essere rigorosi». Anche nelle attività di comunicazione, però.