L'AQUILA - E alla fine Piccone ce l'ha fatta: ieri pomeriggio alle sei Silvio Berlusconi ha dato il vialibera alla candidatura di Antonio Del Corvo, sarà lui il candidato alla Presidenza della Provincia dell'Aquila, lui l'uomo che dovrà tentare di sfilare la poltrona all'applauditissima Stefania Pezzopane, lui il commercialista di Celano e fedelissimo del coordinatore Pdl, un passato in An che non guasta per Fabrizio Di Stefano, che dovrà conquistare dalla Marsica la Provincia più devastata d'Abruzzo. Ha garantito Gianni Chiodi per lui, vedrai che ce la faremo ha detto al premier a Palazzo Grazioli. Altre possibilità tanto non c'erano: per due mesi Del Corvo è stato venduto dal vertice Pdl come l'unico candidato in pista, e il tentativo di convincere Maria Teresa Letta è stato fatto toccando ferro, con la speranza e la consapevolezza che mai avrebbe accettato. E infatti la commissaria della Croce Rossa ha immediatamente risposto no. E che no: «Per due mesi hanno fatto credere a tutti e allo stesso Del Corvo che era lui il candidato, e adesso lo chiedono a me? Mai». E così alla fine Berlusconi si gioca la carta più anonima (Del Corvo nessuno lo conosce nonostante sia consigliere regionale e presidente di commissione), e viene da chiedersi perchè. Due le ipotesi: che considera la piazza dell'Aquila persa e quindi decide di bruciare un nome di scarso peso politico. Oppure che la considera vinta, grazie anche ai sondaggi che danno le liste Pdl all'Aquila in netto vantaggio e quindi non occorre impegnarsi troppo, basta Del Corvo. Ma se così fosse non avrebbe tentato di giocare la carta di Maria Teresa Letta. Quindi più semplicemente Berlusconi avrà deciso di fare come con Cappellacci in Sardegna, e quindi di puntare più sulla propria faccia che su quella del commercialista di Celano, incrementando le passerelle aquilane e i bagni di folla nelle new town costruite da Bertolaso. Ma per il Pdl la conquista dell'Aquila è importante non soltanto per la risonanza internazionale delle elezioni nella città terremotata (lo spettro della foto della Pezzopane con Obama semmai dovesse vincere rimbalzerebbe su tutti i quotidiani del mondo), ma anche perchè la presidente uscente è in Abruzzo l'ultimo baluardo del centrosinistra. Il suo carisma e il suo successo personale, il gradimento dei cittadini, la proiettano automaticamente verso un ruolo di leader che, spazzati via Del Turco e D'Alfonso, l'Abruzzo non ha più. Per questo le elezioni di marzo hanno una rilevanza così strategica.
Ma con la candidatura di Del Corvo vanno in porto i piani di Filippo Piccone e in qualche misura dello stesso vice coordinatore Fabrizio Di Stefano, nello stesso giorno in cui diventa anche lui candidato sindaco di Celano. Con Del Corvo Piccone aumenta il suo potere senza muovere le pedine già ben piazzate come Di Paolo o la Stati assessori regionali. Rispetta il patto con Di Stefano, L'Aquila e la Marsica a me, e Chieti e a te con relative indicazioni di candidature. Senza contare che se Del Corvo dovesse farcela, in consiglio regionale entrerebbe Emilio Iampieri, ex An, attualmente parcheggiato nel cda dell'Arpa e Di Stefano allargherebbe la sua pattuglia alla Regione. Certo c'è sempre l'incognita degli aquilani, che mal digeriscono la candidatura di un marsicano: e dopo l'esclusione dalla giunta regionale e dopo il terremoto, questo rappresenta un altro schiaffo. Senza contare la Pezzopane, aquilana dura e pura: «Io sono una di voi», uno slogan da far veder i sorci verdi persino a Berlusconi. Piccone si è garantito l'appoggio degli Stati ai quali ha promesso mari e monti, e lo stesso Chiodi durante il viaggio in auto verso Roma di ieri pomeriggio, ha prospettato a Giuliante la possibilità di un rimpasto per far posto agli aquilani. Non è detto che li convinca: anche perchè da tempo il capogruppo sostiene che il vantaggio delle liste Pdl va interpretato con le molle. E che alle ultime elezioni lo scarto tra europee e amministrative fu di 16 punti, a vantaggio del Pd. Lui, Del Corvo, sa che il suo sarà un compito difficile: «Mi rimboccherò le maniche e mi farò conoscere. La Pezzopane è una bravissimo personaggio politico, ma io ce la metterò tutta».